e-duesse / Editorial(ist)i / Anna Montalbetti

Con questo numero aggiungiamo un altro tassello al grande tema della sostenibilità ambientale, che sta progressivamente entrando nella mentalità dei consumatori come fattore discriminante al momento dell’acquisto. Dopo aver indagato sulle politiche green dei produttori di cucine, l’inchiesta di questo mese dà invece spazio alle scelte virtuose delle aziende di elettrodomestici in questo ambito. E così si scopre che la sostenibilità non riguarda solo la durata di vita dei prodotti, ma anche tutto ciò che precede la loro nascita e ciò che seguirà dopo la loro dismissione. Quello che il pubblico vede, e cioè elettrodomestici che a ogni nuovo lancio garantiscono prestazioni sempre più elevate in termini di risparmio, è dunque solo una parte, anche se fondamentale, delle attenzioni che le aziende sono chiamate ad avere nei confronti del pianeta. Tutto il resto rimane nascosto, ma c’è, e pesa sui conti economici delle aziende, con vantaggi che si potranno ottenere solo nel lungo periodo, e non per tutte le voci: la scelta di fornitori qualificati che assicurino componenti realizzati con materiali sostenibili, impianti produttivi che sappiano contenere gli sprechi, riciclo degli scarti, trasporti meno inquinanti, dismissione dei prodotti che comporti il recupero di quanta più materia prima possibile. Se la filiera appena citata descrive la vita del prodotto dalla “culla alla tomba”, oggi si sta facendo avanti un concetto ancora più radicale, definito “dalla culla alla culla”. L’obiettivo è di concepire fin dall’inizio prodotti che, al termine del loro utilizzo, possano essere quasi completamente riciclati per riprendere vita innumerevoli volte in altrettanti nuovi apparecchi. Il risultato? L’annullamento di ogni tipo di scarto e di spreco e il continuo riutilizzo degli stessi materiali. È chiaro come questa nuova filosofia produttiva, già messa in pratica dalle aziende in alcuni passaggi del ciclo industriale, sia assolutamente affascinante e sicuramente utile per il benessere del pianeta. Per chi la applica, o si sta progressivamente avvicinando a essa, questa metodologia potrebbe diventare nel tempo un argomento forte a supporto della marca, da porre in evidenza tra i fattori che determinano le scelte d’acquisto. Tanto più ora che la sensibilità per le tematiche green sta sempre più permeando gli orientamenti dei consumatori.
Per quanto riguarda invece gli elettrodomestici e i risparmi che essi possono garantire lungo il tempo del loro utilizzo, alla costante riduzione dei consumi – di energia o di acqua – si sta affiancando una nuova frontiera di ricerca per incrementare ulteriormente le possibilità di risparmio e la conseguente diminuzione di inquinamento. Si tratta del dialogo iniziato tra alcuni marchi di elettrodomestici e fornitori di energia e di telecomunicazioni per controllare in remoto i prodotti e farli funzionare evitando picchi di consumo o sfruttando gli orari in cui l’energia costa meno. Sembrano scenari avveniristici, e invece potrebbe trattarsi di un futuro molto prossimo.

Anna Montalbetti


Nata a: Varese l’8/10/1971.

In Editoriale Duesse dal: dicembre 2002.

Esperta in: ricami e ricette d’altri tempi.

Quando non scrive su Progetto Cucina si occupa di: far contenti gli amici con buoni piatti, leggere libri per vincere l’insonnia (soprattutto Guareschi).

Le piace: l’ironia che stempera - senza eludere - le preoccupazioni, il canto e… cucinare, soprattutto le torte.

Non ama: il lamento, la pianura (è tutto così piatto) e i carciofi.

Il brano musicale che cambia la vita: Nessun Dorma - Puccini, Turandot - (cantata da me, naturalmente).

Si è innamorata della cucina grazie a: una zia che le ha insegnato a fare i dolcetti prima ancora che imparasse a parlare.


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