Editorialisti

03 Febbraio 2012

Ci vuole coraggio

share Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno

Dalle molte interviste ai rivenditori che abbiamo realizzato in questi ultimi mesi, ci siamo resi conto che il trade, spesso, non ha ben chiaro quali strategie adottare per affrontare questo particolare momento. Per limitare la perdita di profittabilità, in molti lavorano, infatti, puntando quasi esclusivamente ai volumi e limitandosi ad avere un ruolo da intermediario fra produttore e cliente. Il risultato, però, è che nomi noti della distribuzione, che non sono stati in grado di cogliere l’evoluzione del mercato, hanno chiuso e molti altri sono in grave crisi finanziaria.
Come può fare, allora, la distribuzione per tornare ai livelli di stabilità?
Che strada deve seguire?
A nostro avviso bisognerebbe riformulare una strategia a base zero, ovvero “ricominciare da capo” ripensando la propria attività come in fase di start up.
Chi, infatti, in questi ultimi anni, ha avuto il coraggio di capitalizzare l’azienda
e ristrutturarla con un nuovo business model, chi ha iniziato a ragionare in un’ottica
di filiera integrata, ma soprattutto chi ha fatto un decisivo lavoro di selezione privilegiando i fornitori più solidi e quelli in grado di soddisfare realmente le esigenze dei consumatori, ha iniziato ad avere qualche riscontro.
Ripensare il business permetterà, quindi, al trade non solo di ricominciare ad avere cash flow positivi, ma anche ad aumentare i margini e la redditività, che sono gli obiettivi primari ai quali mirare se si vuole continuare a lavorare anche nei prossimi anni.
Ma tutto questo è sogno o realtà?
Guardando il mercato si vede che c’è chi ha saputo rischiare e si è posto questi obiettivi, mentre altri, invece, no.
Forse c’è bisogno di un po’ di coraggio.

Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno

Testarda e amante delle sfide. Cancro ascendente vergine (e ho detto tutto). A sei anni sognavo di diventare pompiere o sassofonista di una jazz band. Poi, un giorno, scrivo il mio primo articolo e mi innamoro di questo mestiere.
Amo il mio cane Rudolph, le crêpes (ma rigorosamente quelle che si mangiano nel quartiere Saint-Germain-des-Prés, a Parigi), le piante grasse e gli scarponi da trekking consumati dalle tante camminate fatte tra le montagne del Trentino.
Sono in Editoriale Duesse dal 2006 e lavoro su Ab da quando era ancora solo un progetto. Del mio lavoro mi diverte il fermento quotidiano, dar fastidio alla concorrenza e scovare quelle notizie che nessuno ancora ha trovato. Ma, quello che mi affascina di più, è fermarmi a osservare le dinamiche che regolano il mercato dell’arredobagno per capire quali saranno le tendenze nel futuro.


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