13 Ottobre 2011

L’innovazione? Bisogna farla, non raccontarla

share Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno

Come ogni anno il Cersaie è stato molto atteso, non solo perché è la vetrina più importante, insieme al Salone del Mobile, dove è possibile sperimentare un nuovo gusto dell’abitare italiano, ma anche perché è un momento per l’industria di confronto con il trade, i buyer e gli operatori del settore nazionale e internazione per fare valutazioni e riflessioni.
Per il comparto ceramico è stato un palcoscenico rilevante perché ha ribadito ad alta voce che, nonostante le difficoltà congiunturali, l’industria sta reagendo. E questo si è potuto vedere dalle novità in mostra a Bologna che sono state molte e di rilievo: sul fronte tecnologico, per esempio, l’industria si è spinta ancora di più verso formati extralarge fino a 3 mq e ha ridotto ancora di più lo spessore delle piastrelle arrivando a lastre di pochi millimetri, mentre su quello estetico le decorazioni digitali permettono di riprodurre qualsiasi materiale con estremo realismo.
Il settore dei rivestimenti sembra, quindi, aver imboccato la giusta strada per risalire la china: innovare seguendo le nuove tendenze dell’arredo, spingendo su nuove funzioni e puntando sulla sostenibilità ambientale (basti pensare che il 10% del fatturato annuo del Distretto è orientato al green).
L’arredobagno, nonostante stia soffrendo un po’ di più, (nel 2010 le vendite sono calate di quasi 4 punti percentuali, con una contrazione di 120 mila pezzi sul mercato interno e 100 mila sul versante export) è arrivato comunque compatto alla manifestazione perché consapevole che, oggi più che mai, è basilare essere presenti tanto a Bologna quanto a Milano (anche se quest’anno c’è stata qualche assenza chiacchierata) per dare segnali chiari alla distribuzione. E, nonostante la parola d’ordine dal 2008 a oggi sia ancora “prudenza”, l’industria ha voluto ribadire che c’è, che non ha smesso di investire e di credere nello sviluppo e nella creatività del prodotto. Tra gli stand si sono viste soluzioni per il risparmio idrico, tecnologie ancora più nascoste e silenziose per vasche e docce, accostamenti e materiali insoliti (per esempio, i lavabi interamente realizzati in polietilene, l’accoppiata ceramica-legno per i mobili, il silicone e l’acciaio inox nella rubinetteria) e nuove palette di colori e nuance per accontentare maggiormente i gusti del consumatore. Queste sono ovviamente solo alcune delle novità, per un approfondimento sulla fiera vi rimandiamo a pag 47.
Sono positivi, quindi, i segnali dal Cersaie, che dimostra anche in questa edizione che l’industria italiana continua a essere garanzia di eccellenza nonostante le difficoltà del mercato. Come ha fatto? Non si è fermata davanti a una ripresa economica che tarda a concretizzarsi e ha lanciato un segnale chiaro: che l’innovazione bisogna farla (vedere) e non semplicemente raccontarla.