05 Marzo 2013

Onde da cavalcare

share Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno

Dalle molte interviste realizzate in questi mesi ci siamo accorti che non tutti i rivenditori hanno utilizzato come leva le agevolazioni fiscali per aumentare il proprio business. Questo ci ha incuriosito perché, mentre i dati confermano che c’è una predisposizione degli italiani a riqualificare la propria abitazione (spinti ovviamente anche dal bonus Iperf del 50%), ancora in molti lamentano la difficoltà ad accrescere la domanda e, di conseguenza, il giro d’affari.
Per verificare come lavorano i distributori, abbiamo condotto un piccolo test su dei punti vendita scelti a campione tra Lombardia, Liguria, Piemonte e Toscana, per verificare il grado di preparazione degli addetti e consulenti di vendita e per capire se: sono in grado di spiegare in modo esauriente come poter usufruire dei bonus fiscali, sanno consigliare quali prodotti rientrano nelle detrazioni e quali sono i rimborsi e le date di scadenza previsti.
Quello che è emerso è che solo in pochi sono realmente ben preparati, mentre la maggior parte è risultata avere una conoscenza un po’ approssimativa dell’argomento. In più, in pochi hanno una guida a portata di mano per rispondere ai quesiti dei clienti (per chi la desiderasse, la può consultare nel numero di novembre di Ab), solo una percentuale minima pubblicizza le detrazioni (il massimo che abbiamo visto è stato qualche cartello sulle vetrine o un accenno sui siti internet aziendali) e quasi tutti hanno consigliato di chiedere conferma e maggiori specifiche al commercialista.
In un momento caratterizzato da una contrazione molto forte (nel solo mese di dicembre scorso la distribuzione ha perso circa il 15% ed è appena uscita da un gennaio e febbraio pesantissimo) e da una domanda di mercato in stallo, è il caso che i retailer che dichiarano di basare il business proprio sulle ristrutturazioni e sul “chiavi in mano” sfruttino questa opportunità e soprattutto spingano l’acceleratore sul servizio e la professionalità per differenziarsi dai competitor.
Chi tra i distributori l’ha fatto (ci sono insegne che ne stanno facendo un cavallo di battaglia), sta avendo buoni risultati, ha aumentato il giro d’affari e sta rispondendo meglio alla crisi, e questo perché, come ci hanno sottolineato “è un’ottima chance, forse l’unica realmente concreta che abbiamo a disposizione che ci permette di differenziarci e creare ancora più divario con le insegne della Gds e di provare a far tornare i consumatori nei negozi”.
Del resto, il mercato del nuovo è fermo e la ristrutturazione trainerà il nostro settore nei prossimi anni; c’è una propensione delle famiglie italiane a investire nella propria abitazione (negli ultimi 10 anni il 58,6% delle case ha subito almeno un intervento di manutenzione straordinaria o di ammodernamento impiantistico o edilizio) e i proprietari di casa (76%) hanno una “naturale” predisposizione a conservare e ad aumentare il valore della propria abitazione attraverso la riqualificazione. Tutti questi fattori positivi, uniti alla prontezza di chi ha capito che la specializzazione è l’unico vero stratagemma per essere più competitivi, stanno permettendo a una parte del mercato di tornare a essere più vitale.
È molto probabile che il prossimo Governo riproporrà le agevolazioni fiscali, forse aggiungendo anche gli arredi come richiesto da FederlegnoArredo. È il caso, quindi, di prepararsi fin da subito per cavalcare quest’onda.