Editorialisti

07 Febbraio 2017

TUTTA UN’ALTRA RELAZIONE

share Elena Reguzzoni TCE

Discontinuità, chiamano così anche le tendenze che interrompono le continuità nei vari mercati. Fra quelle innumerevoli che si stanno facendo largo con la graduale, ma inarrestabile, penetrazione del digitale nella vita delle persone e delle imprese, oggi è sempre più evidente che va contata anche quella nella relazione trade-industria. Se da una parte infatti i retailer del canale, anche i Big, si trovano a fare i conti da anni con una controparte in costante contrazione, nella numerica, nelle strutture e certamente nelle risorse disponibili, l’attuale vera discontinuità è che il numero dei canali, e più in generale il perimetro distributivo dei brand, si è molto dilatato. L’egemonia che il canale eldom sta perdendo nei confronti degli utenti finali, è in prospettiva messa sempre più a rischio anche agli occhi dell’industria.

Già oggi nelle hit dei top client di molti marchi i retailer eldom non sono più soli e, sempre meno sottovoce, i manager dell’industria dichiarano che i clienti d’oro sono gli etailer, sia per fatturato sia per ritorno sugli investimenti. Alcuni, come ben sappiamo, hanno anche raggiunto ottime vendite (anche in termini di margine) con altre terze parti commerciali: banche, telco, assicurazioni. Però, non è tutto, perché anche l’industria ha le sue discontinuità di relazione. Per cominciare, visto che sempre di più, come si è detto, i clienti d’oro sono pure player, i marchi si trovano a fare i conti non con le solite contrattazioni – e quindi a far pesare relazioni ed extra commerciali -, ma con degli algoritmi. Quelli che dicono ‘asetticamente’ ai category di questi siti quali prodotti vanno listati, come si comportano sullo “scaffale”, come rispetto agli articoli simili, a quale prezzo vanno posizionati e poi riposizionati, quali attività vanno predisposte, quali prodotti vanno abbandonati. ‘Sterili’ algoritmi - così vengono etichettati - che però osservano e ascoltano cosa chiedono i clienti. Una bella sfida soprattutto per un settore dell’industria abituato ormai da anni a drogare il sell out…

 

Elena Reguzzoni TCE

45 anni…ebbene sì ho iniziato a lavorare al tempo del telex.

Scorpione ascendente Leone, della serie donna con pungiglione e criniera.

Dopo anni (tanti!) in una multinazionale d’elettronica, nel 2003 il salto della barricata - io lo chiamo cambio di vita - e l’entrata in Editoriale Duesse.

Della vita editoriale mi piace che sono immersa nel mercato e la moltitudine degli incontri.

Ammiro la capacità di visione, l’umiltà e la gente che “suda”.

Mi fa arrabbiare la mancanza di rispetto e la superficialità.

Invidio solo un genere di persone: quelle che parlano correttamente due o tre lingue.

Del mercato hi-tech mi piace la velocità e il dinamismo, ma non comprendo la capacità di "triturare" innovazione.

Mi piace premiarmi scappando nel mio rifugio in Val d’Intelvi


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