Editorialisti

23 Gennaio 2013

QUISQUE FORTUNAE (CIASCUNO È ARTEFICE DELLA PROPRIA SORTE)

share Elena Reguzzoni TCE

“Oggi c’è troppo e siamo in troppi”, sintetizzava un retailer. È questa la certezza che fa da volano all’imperativo di una sempre più diffusa razionalizzazione. Selezione dei player, dei metri quadrati, del numero di punti vendita, dei format, dei fornitori, delle griglie, ma per di più una certezza su cui si proiettano cambiamenti ben più profondi. Basta guardarsi alle spalle e ripensare all’anno appena concluso per rendersene conto e per comprendere perché anche voci autorevoli dell’industria arrivino a definirli un terremoto. Parliamo infatti di imprenditori anche storici del canale che escono dal mercato, alcuni in sempre più seria difficoltà accanto ad altri in forte corsa-sviluppo grazie a percorsi d’acquisizione capovolti, in cui chi vende paga chi acquista e non viene solo pagato. Per citare poi l’uscita dal mercato delle insegne Darty e Fnac, i rumors sempre numerosi che anche il colosso Dixons voglia seguire le orme dei francesi e le dimissioni di Pierluigi Bernasconi da Mediamarket. Un mix esplosivo, questo, tutto nel territorio delle capital chain internazionali e che da solo ha contribuito a diffondere un’atmosfera di destabilizzazione, tanto che alcuni player hanno persino delineato il rischio nel futuro di una polarizzazione del canale fra negozi fisici sempre più vicini a discount e siti ecommerce. Un quadro pessimista per alcuni, persino ottimista per altri; le certezze d’altronde sono poche. Di certo i cambiamenti in atto sono molti e strutturali, e pertanto vanno ben al di là di un mercato che anche quest’anno si contrarrà. Però ricordiamoci che nulla è scritto, anzi tutto è da scrivere, perché – senza citare la massima latina del titolo - come ci ricorda Roberto Cuccaroni in questo numero: “Come sarà il canale e i suoi store fra dieci anni dipenderà dalle risposte che sapremo dare”. E se qualcuno ne dubitasse, ricordare il match degli anni ’90 tra GD e specialisti e il suo esito può aiutare…

Elena Reguzzoni TCE

45 anni…ebbene sì ho iniziato a lavorare al tempo del telex.

Scorpione ascendente Leone, della serie donna con pungiglione e criniera.

Dopo anni (tanti!) in una multinazionale d’elettronica, nel 2003 il salto della barricata - io lo chiamo cambio di vita - e l’entrata in Editoriale Duesse.

Della vita editoriale mi piace che sono immersa nel mercato e la moltitudine degli incontri.

Ammiro la capacità di visione, l’umiltà e la gente che “suda”.

Mi fa arrabbiare la mancanza di rispetto e la superficialità.

Invidio solo un genere di persone: quelle che parlano correttamente due o tre lingue.

Del mercato hi-tech mi piace la velocità e il dinamismo, ma non comprendo la capacità di "triturare" innovazione.

Mi piace premiarmi scappando nel mio rifugio in Val d’Intelvi


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