Editorialisti

15 Ottobre 2009

ALIMENTAZIONE ARTIFICIALE

share Elena Reguzzoni TCE


Ha insegnato qualcosa il crollo della Lehman Brothers? È trascorso un anno dal crack del quarto colosso bancario mondiale, seguito da altri imponenti fallimenti e da una diffusa paura che il mondo fosse sull’orlo di una seconda grande depressione. E proprio l’aver tutte le economie del Pianeta sentito sulla pelle questa minaccia, ha portato tutti – grandi potenze industrializzate e nazioni emergenti, grandi multinazionali e piccoli imprenditori - ad invocare un cambio di marcia che spalancasse le porte alla concretezza e alla cautela. Sistemi gestionali e decisionali in cui prevalesse una limitata assunzione di rischio e una visone di breve. Strategie che tenessero conto di nuovi andamenti nei consumi – in calo – ma pure di una spesa più consapevole e meno impulsiva. Attività votate a una forte razionalizzazione per concentrarsi solo su quelle sane. Tutto ciò era all’ordine del giorno, anche nel nostro mercato. Ebbene, ci sembra che quel cambio di passo che tutti annunciavano, per non dire esortavano, non ci sia stato. Il mercato come il canale è governato dalle medesime regole e dalle stesse logiche. La volontà di procedere ad un uso più ponderato e costruttivo dei volantini non è stata confermata dai dati di fatto. Anzi, alle edizioni nazionali si è sommato il proliferare di uscite locali. Il ricorso al sottocosto è effettivamente diminuito, ma è rimasto diffuso. In compenso la leva dello sconto ha avuto ampia diffusione, con non pochi casi in cui le percentuali di abbattimento sono lievitate a seguito dei “soliti” botta e risposta tra gli operatori. E persino il ricorso al tasso zero è stato giudicato da alcune società di credito al consumo “indiscriminato e improduttivo”. La strada della razionalizzazione e dell’efficienza sembrano essere rimaste nella maggior parte dei casi belle dichiarazione d’intenti, come confermato anche da alcune recenti scelte d’apertura. Non è altrettanto facile trovare degli esempi concreti di una ricostruzione del valore. Le ultime novità continuano a fare mostra di sé sulle prime pagine dei flyer e l’inarrestabile erosione del prezzo medio di molte category conferma che il mix di vendita rimane ancorato sulle fasce entry-level. Ecco che quindi, paradossalmente proprio quando molto, se non tutto, sembrava destinato a cambiare, la necessità di generare fatturati ha legittimato ancora una volta il permanere dello status quo. Un sistema che tra l’altro oggi come ieri, alimenta “artificialmente” un mercato e in primo luogo i suoi volumi. La stessa industria che citava il 2009 come l’anno delle scelte ha promosso poca disintossicazione e “pulizia”. Così facendo, purtroppo, ancora una volta poche risorse ed energie sono state liberate a vantaggio di un sano e reale sviluppo.

Elena Reguzzoni TCE

45 anni…ebbene sì ho iniziato a lavorare al tempo del telex.

Scorpione ascendente Leone, della serie donna con pungiglione e criniera.

Dopo anni (tanti!) in una multinazionale d’elettronica, nel 2003 il salto della barricata - io lo chiamo cambio di vita - e l’entrata in Editoriale Duesse.

Della vita editoriale mi piace che sono immersa nel mercato e la moltitudine degli incontri.

Ammiro la capacità di visione, l’umiltà e la gente che “suda”.

Mi fa arrabbiare la mancanza di rispetto e la superficialità.

Invidio solo un genere di persone: quelle che parlano correttamente due o tre lingue.

Del mercato hi-tech mi piace la velocità e il dinamismo, ma non comprendo la capacità di "triturare" innovazione.

Mi piace premiarmi scappando nel mio rifugio in Val d’Intelvi


Archivio