Editorialisti

06 Ottobre 2014

LA FEBBRE DEL TASSO ZERO

share Elena Reguzzoni TCE

Se l’andamento negativo della domanda delle famiglie italiane di credito finalizzato conferma la debolezza dei consumi e più in generale dell’economia del nostro Paese, la crescita dell’offerta della formula del vero tasso zero da parte sia delle insegne eldom sia di alcuni brand technical fotografa invece l’affanno del mercato technical o meglio la necessità oggi di alzare più che mai la posta per raggiungere quei livelli minimi di fatturato che fanno sempre più fatica ad arrivare. Mai, come in questi mesi – e in quelli che verranno! – l’acquisto di tecnologia non è solo proposto in formula ‘scontata’, ma anche finanziata, spesso e volentieri con la prima rata posticipata al 2015. Le offerte di acquisto rateale a TAN 0% e Taeg 0% piovono da Nord a Sud, contagiano grandi colossi come piccoli rivenditori. Questo a testimoniare che la calma piatta delle vendite nel mondo eldom è ‘trasversale’, ma pure che ora non basta più un’attività promozionale con i ‘super sconti’ o persino il sottocosto a spezzarla. Questo però dice anche quanto il conto della conquista delle vendite sia diventato ‘salato’ sia per il trade sia per l’industria, non a caso chiamata a contribuire in maniera via via crescente. Perché oltre alla copertura dei tagli prezzo ora va messo a budget anche il costo del tasso zero, non propriamente economico… E se a tutto ciò si aggiungono anche le voci delle campagne advertising, perché si sa: se le attività non vengono comunicate è come proporre delle ciambelle senza il buco. Alla luce di tutto ciò si potrebbe persino pensare che questo mercato sia diventato più ricco, in altre parole che abbia margini più consistenti di settori come quello dell’arredamento, delle auto o dei viaggi dove il vero tasso zero è una vera mosca bianca, ma purtroppo non è così…

Elena Reguzzoni TCE

45 anni…ebbene sì ho iniziato a lavorare al tempo del telex.

Scorpione ascendente Leone, della serie donna con pungiglione e criniera.

Dopo anni (tanti!) in una multinazionale d’elettronica, nel 2003 il salto della barricata - io lo chiamo cambio di vita - e l’entrata in Editoriale Duesse.

Della vita editoriale mi piace che sono immersa nel mercato e la moltitudine degli incontri.

Ammiro la capacità di visione, l’umiltà e la gente che “suda”.

Mi fa arrabbiare la mancanza di rispetto e la superficialità.

Invidio solo un genere di persone: quelle che parlano correttamente due o tre lingue.

Del mercato hi-tech mi piace la velocità e il dinamismo, ma non comprendo la capacità di "triturare" innovazione.

Mi piace premiarmi scappando nel mio rifugio in Val d’Intelvi


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