Editorialisti

06 Ottobre 2016

UN FLUSSO ‘DROGATO’

share Elena Reguzzoni TCE

Oggi soprattutto se si parla con i grandi marchi è normale sentirsi dire che non ci sono grandi criticità sul fronte dei pagamenti dei retailer e non manca persino chi parla di un netto miglioramento nella gestione dei flussi di cassa da parte di un buon numero di ragioni sociali del canale. La fotografia non è così positiva se ovviamente si interpellano brand meno ‘strategici’ per la distribuzione, ma ciò non toglie che in generale l’industria evidenzi che la crisi ha avuto il ‘merito’ di dare rilevanza alla gestione finanziaria sia nei loro uffici sia in quelli del trade. Il cash flow è diventato, non certo a caso, un indice monitorato da tutti al pari, se ancora di più, del fatturato e dei margini. Non è però tutto oro quello che luccica: in primis i cattivi (o i pessimi) pagatori non sono spariti, sono solo diminuiti, ma soprattutto oggi l’importanza del flusso di cassa nella valutazione dell’industria e delle società di assicurazione del credito (oltre che delle banche), è una delle cause della ricerca forzata o miope di fatturato da parte del canale. Non diciamo nulla di nuovo, nell’affermare che alcune iniziative promozionali nascono addirittura prima per aumentare gli incassi in certi momenti di forti pagamenti ai fornitori che per vendere, tanto che c’è chi è disposto paradossalmente a vendere in perdita pur di avere i soldi in cassa. Nello stesso tempo oggi il ‘ritorno’ al ruolo di grossisti di diversi retailer eldom è motivato pure dal fatto che soprattutto quando il cliente è un pure player, questi rivenditori vengono pagati prima (anche di oltre un mese) di quando loro saldano le fatture dei fornitori. Ma, non è tutto perché oggi sul fronte dei marchi, come conferma anche Cribis D&B, le condizioni di pagamento sono diventate in taluni casi una sorta di ‘nuovo’ sconto commerciale: invece di chiudere un ordine utilizzando con il trade una riduzione di prezzo oppure un contributo - e andare così a intaccare le proprie redditività - diversi brand concedono ai retailer due, tre, quattro settimane in più nei termini di pagamento, unendo a volte anche concessioni sulle modalità di questi versamenti. La sensazione quindi è quella che si cerchi più di forzare le situazioni che di imparare sane abitudini. Ahimè, anche questo un vizio del mercato technical…

Elena Reguzzoni TCE

45 anni…ebbene sì ho iniziato a lavorare al tempo del telex.

Scorpione ascendente Leone, della serie donna con pungiglione e criniera.

Dopo anni (tanti!) in una multinazionale d’elettronica, nel 2003 il salto della barricata - io lo chiamo cambio di vita - e l’entrata in Editoriale Duesse.

Della vita editoriale mi piace che sono immersa nel mercato e la moltitudine degli incontri.

Ammiro la capacità di visione, l’umiltà e la gente che “suda”.

Mi fa arrabbiare la mancanza di rispetto e la superficialità.

Invidio solo un genere di persone: quelle che parlano correttamente due o tre lingue.

Del mercato hi-tech mi piace la velocità e il dinamismo, ma non comprendo la capacità di "triturare" innovazione.

Mi piace premiarmi scappando nel mio rifugio in Val d’Intelvi


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