Editorialisti

03 Novembre 2015

GIOCHI DI RUOLO

share Elena Reguzzoni TCE

È indubbio che grande parte dell’industria technical sia in cerca di nuovi equilibri e soprattutto di minimizzare i suoi costi e di massimizzare al contrario ogni efficienza possibile, sia a livello globale sia locale, soprattutto in mercati poco remunerativi e molto dispersivi come quello italiano. Si è dichiarato per diverso tempo, ora è concreta realtà, come ben sa la distribuzione. “Oggi la verità è che i retailer devono essere efficienti prima e anche per l’industria: vendere noi - perché, tra le tante cose, sono finiti i tempi delle giornate promoter senza limite -, formare noi e comunicare noi, costruire griglie ed esposizioni, controllare stock, consegne e resi, fornire un servizio d’assistenza post vendita” ha affermato un direttore commerciale di una nota realtà del canale. È vero, l’industria si sta ridimensionando in termini di numerica di player sul mercato e di risorse disponibili e di pari passo in termini di responsabilità di cui vuole e può ora farsi carico, tuttavia vendere, formare, comunicare, costruire griglie ed esposizioni e così via, sono compiti del retail, di certo non doveri autoctoni e tanto meno esclusivi dell’industria. Compiti che – ci viene da dire – però probabilmente il trade del canale eldom si è abituato in grande parte ad appaltare ai brand, come ha imparato a far tornare i conti preoccupandosi di far crescere sempre meno la qualità delle vendite e sempre più le voci extra dell’industria. Ora però “la coperta è corta” e quindi è inevitabile che anche il modello di relazione tra insegne e brand cambi e che quindi i retailer dovranno volente o dolente tornare semplicemente a fare il proprio mestiere e dall’inizio alla fine.

Elena Reguzzoni TCE

45 anni…ebbene sì ho iniziato a lavorare al tempo del telex.

Scorpione ascendente Leone, della serie donna con pungiglione e criniera.

Dopo anni (tanti!) in una multinazionale d’elettronica, nel 2003 il salto della barricata - io lo chiamo cambio di vita - e l’entrata in Editoriale Duesse.

Della vita editoriale mi piace che sono immersa nel mercato e la moltitudine degli incontri.

Ammiro la capacità di visione, l’umiltà e la gente che “suda”.

Mi fa arrabbiare la mancanza di rispetto e la superficialità.

Invidio solo un genere di persone: quelle che parlano correttamente due o tre lingue.

Del mercato hi-tech mi piace la velocità e il dinamismo, ma non comprendo la capacità di "triturare" innovazione.

Mi piace premiarmi scappando nel mio rifugio in Val d’Intelvi


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