Editorialisti

13 Dicembre 2010

POCHI, MA BUONI?

share Elena Reguzzoni TCE

In molti si aspetteranno che questo spazio venga dedicato agli ultimi “colpi” promozionali sferrati nel mondo del 3D domestico. Ma non vogliamo addentrarci nella querelle “siamo di fronte a delle attività di killing category o di building category?”; ovvero non vogliamo dibattere se il taglio prezzo applicato a bundle “tutto compreso” impoverirà o darà benzina a questo segmento tecnologico. Non tanto perché ci troveremmo - addentrandoci nelle solite paludi degli equilibri impossibili fra margini e fatturati - a morderci come un cane la coda; ma soprattutto perché lo Speciale Bilanci 2009, a cui è dedicata la copertina di questo numero, ci offre la possibilità di lanciare uno sguardo molto più allargato al canale eldom. Una sorta di fotografia dall’alto. Difatti questi numeri non esprimono solo lo stato di salute dei singoli operatori, ma ci dicono molto di più. In assoluto di quanto il giro d’affari del canale - e indirettamente il business dei mercati hi-tech - si stiano via via concentrando. I primi 20 retailer convogliano da soli oltre 7 miliardi di euro. I primi 5 oltre 4,5 miliardi. Da solo il leader ne accentra quasi 2,5. Valori tutti decisamente rilevanti, perché se è vero che la lista accoglie il fatturato a nove decimali di un operatore molto “concentrato” sulle elettroforniture e poco sull’eldom, nella stessa latitano al contrario i dati consolidati di una nota insegna francese che ha dichiarato nel 2008 un giro d’affari nel nostro Paese di 100 milioni di euro. Ma sono pesi ancor più rilevanti se pensiamo che GfK ha stimato nel 2009 un sell-out a valore nei canali consumer di circa 15 miliardi. Sei dei Top 20 sono catene nazionali o inter-regionali. Gli altri potrebbero essere definiti i “poteri forti” dei Gruppi e sono 14. Ma non basta. Sono solo 17 gli operatori del canale eldom che nel 2009 hanno espresso un fatturato tra i 50 e i 100 milioni e quindi si sono posizionati dalla 20esima posizione in giù. Un canale quindi sempre più concentrato, ma non per questo meno alle prese con un business dalle basse redditività. Basta uno sguardo al margine medio di primo livello o ai dati degli Ebit e dei risultati/margini ante imposte dei Top 20 per averne conferma.
Anche questo vale una riflessione…

Elena Reguzzoni TCE

45 anni…ebbene sì ho iniziato a lavorare al tempo del telex.

Scorpione ascendente Leone, della serie donna con pungiglione e criniera.

Dopo anni (tanti!) in una multinazionale d’elettronica, nel 2003 il salto della barricata - io lo chiamo cambio di vita - e l’entrata in Editoriale Duesse.

Della vita editoriale mi piace che sono immersa nel mercato e la moltitudine degli incontri.

Ammiro la capacità di visione, l’umiltà e la gente che “suda”.

Mi fa arrabbiare la mancanza di rispetto e la superficialità.

Invidio solo un genere di persone: quelle che parlano correttamente due o tre lingue.

Del mercato hi-tech mi piace la velocità e il dinamismo, ma non comprendo la capacità di "triturare" innovazione.

Mi piace premiarmi scappando nel mio rifugio in Val d’Intelvi


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