Editorialisti

01 Dicembre 2011

EPPUR SI APRE…

share Elena Reguzzoni TCE

Con il freddo arrivano anche le aperture. Meno numerose della corsa al taglio dei nastri a cui assistevamo gli scorsi anni, ma non mancano certo le inaugurazioni e non mancheranno – ne siamo certi – fino a ridosso del Natale. I TG nazionali a commento dell’assalto al punto vendita Trony di Roma Ponte Milvo hanno divulgato a forte voce la loro “tesi”: per i prodotti hi-tech non c’è crisi. Gli addetti ai lavori ben sanno che ci saranno sempre code chilometriche se una lavatrice viene proposta a 79 euro e un Tv a 99 euro, tanto che i più si limitano a commentare: “Si apre perché chi si ferma è perduto”. Altri – per lo più i diretti interessati – aggiungono subito a loro attenuante giustificazione che molte nuove aperture sono state contrattualizzate anche anni prima; pochi che ogni inaugurazione è stata attentamente pianificata e filtrata da rigorosi business plan prontamente attualizzati – manco a dirlo – agli odierni grigi scenari economici e di mercato. Eppure facciamo molta fatica a raccapezzarci in questo sviluppo di metri quadrati commerciali. Lo abbiamo sempre fatto e quest’anno non possiamo che stupirci ancora di più. E francamente come non potrebbe essere così pensando all’uscita dal mercato italiano del gruppo EP, alle cessazioni delle attività di operatori di riferimento fino a qualche anno fa come Elco, alle difficoltà dichiarate di realtà come Eldo o conosciute come quelle di Migliore, senza sottovalutare i passaggi di mano delle reti di società come GPM o Ferri. I dati sono lì a dirci che la torta totale del mercato si riduce e il margine di primo livello con lei. Se serviva quindi una conferma, oggi ne abbiamo molte e decisamente concrete: il fatturato, il cash flow, le marginalità, le contribuzione in contrazione non permettono più di galleggiare. Ecco perché bisognerebbe definitivamente prendere coscienza nei fatti che i metri quadrati commerciali si traducono in obiettivi di produttività e di reddittività sempre più verticali; e senza – per di più - sottovalutare che i “negozi virtuali” stanno al contrario decisamente allargando la propria sfera d’attrazione. Quindi quando si smetterà di pensare a un nuovo punto vendita come a un distributore automatico di fatturato?

Elena Reguzzoni TCE

45 anni…ebbene sì ho iniziato a lavorare al tempo del telex.

Scorpione ascendente Leone, della serie donna con pungiglione e criniera.

Dopo anni (tanti!) in una multinazionale d’elettronica, nel 2003 il salto della barricata - io lo chiamo cambio di vita - e l’entrata in Editoriale Duesse.

Della vita editoriale mi piace che sono immersa nel mercato e la moltitudine degli incontri.

Ammiro la capacità di visione, l’umiltà e la gente che “suda”.

Mi fa arrabbiare la mancanza di rispetto e la superficialità.

Invidio solo un genere di persone: quelle che parlano correttamente due o tre lingue.

Del mercato hi-tech mi piace la velocità e il dinamismo, ma non comprendo la capacità di "triturare" innovazione.

Mi piace premiarmi scappando nel mio rifugio in Val d’Intelvi


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