Editorialisti

05 Dicembre 2014

VINCERE FACILE, SEMPRE E COMUNQUE

share Elena Reguzzoni TCE

Uno spot di Lottomatica di grande successo di qualche anno fa prometteva agli italiani di poter “vincere facile”. Questo slogan senza ombra di dubbio potrebbe essere non la promessa con cui il canale eldom può provare anche lui a fare breccia nei portafogli degli italiani, ma la sintesi perfetta della sua massima aspirazione. Ieri, come oggi che le condizioni del contesto economico e del mercato offrono pedonabilità e fatturati (per non parlare delle redditività) ben lontani da quelli di qualche anno fa. Eppure in un momento in cui si dovrebbe fare tesoro di ogni occasione di business (aggiungiamo sano!) comprendendo che nulla verrà più ‘vinto’ con facilità, ma al contrario andrebbe cercato, sviluppato e sostenuto, questo appare purtroppo tuttora un obiettivo che fa fatica persino a farsi strada nei buoni propositi. La mentalità dominante rimane quella di costruire i risultati sfruttando e non costruendo le opportunità, tra l’altro mettendo in campo sempre il medesimo schema di gioco, quello della promozione/prezzo. L’approccio al credito al consumo del canale che abbiamo indagato in questo numero ne è un’ennesima riprova. Perché la maggioranza dei player non fa nemmeno lo sforzo di proporre il credito certo in maniera assolutamente responsabile – ci mancherebbe anche il contrario, ma facendone una leva per arrivare a più alti e a più sani scontrini e di appagamento completo del proprio cliente (come alcune insegne della grande distribuzione del mobile insegnano), per preferire al contrario tifare a grande voce per il tasso zero. E ancora una volta la ragione è semplice: perché certo è più efficace, ma anche perché è più facile, non neghiamolo. Perché è qualcosa di completamente gratuito, che non va spiegato e costruito sulle esigenze dei singoli interlocutori. In sintesi si vende da solo e con il contributo delle finanziarie. Come ci ha detto un retailer: “Minima fatica, massima resa”. E la stessa considerazione potrebbe valere per molti altri servizi, ma anche per diverse categorie e segmenti di prodotto, così come per molti marchi. In sintesi per tutto quello che non produce grandi risultati con minima fatica, se non quella di un grande sforzo promozionale. Questa è la realtà, e sarebbe già un primo passo se almeno non si sostenesse che queste sono scelte d’efficienza…

Elena Reguzzoni TCE

45 anni…ebbene sì ho iniziato a lavorare al tempo del telex.

Scorpione ascendente Leone, della serie donna con pungiglione e criniera.

Dopo anni (tanti!) in una multinazionale d’elettronica, nel 2003 il salto della barricata - io lo chiamo cambio di vita - e l’entrata in Editoriale Duesse.

Della vita editoriale mi piace che sono immersa nel mercato e la moltitudine degli incontri.

Ammiro la capacità di visione, l’umiltà e la gente che “suda”.

Mi fa arrabbiare la mancanza di rispetto e la superficialità.

Invidio solo un genere di persone: quelle che parlano correttamente due o tre lingue.

Del mercato hi-tech mi piace la velocità e il dinamismo, ma non comprendo la capacità di "triturare" innovazione.

Mi piace premiarmi scappando nel mio rifugio in Val d’Intelvi


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