Editorialisti

08 Febbraio 2016

CHI SI FERMA È PERDUTO...

share Elena Reguzzoni TCE

Alcuni player sono tornati dal CES di Las Vegas delusi o demotivati dal ridimensionato ruolo delle classiche categorie hitech all’appuntamento americano, che, al contrario, molti – retailer in testa - auspicavano avrebbe riscattato un’IFA 2015 anch’essa parca di novità. Certo alla fiera per eccellenza della CE i prodotti audio video ‘nuovi’ sono stati veramente pochi e alcuni avevano peraltro già fatto capolino in salette o eventi riservati; quelli mobile o IT ancor meno. Ma, la verità è che proprio quest’edizione ha dato al contrario la conferma di quanto il mondo degli oggetti sia oggi in profonda e velocissima trasformazione; evoluzioni che già oggi investono form factor e ambiti sempre più ampi, oltre che nuovi, e contaminano oggetti fino a oggi assolutamente analogici se non addirittura meccanici, trasformandoli in device intelligenti. Certo è una rivoluzione tutta da scrivere, soprattutto nei volumi di vendita e quindi nei valori di fatturato che può generare nei fatti. Una rivoluzione tuttavia oggi quanto mai palpabile e alla quale proprio - e per prime! - le decine di aziende, di brand e di manager che abbiamo ‘fotografato’ in questo Speciale “Il chi è chi dell’hitech” sono chiamate a far propria, studiando, proponendo, ripensando, comunicando e vendendo questi nuovi prodotti o le nuove ‘forme’ che quelli attuali potranno assumere. Se c’è un mondo che costruisce la propria forza sull’innovazione è senza ombra di dubbio quello hitech, quindi invece di dolersi che le oltre cento aziende del mondo automotive presenti a Las Vegas hanno rubato la scena a quelle technical, forse è il caso di prendere spunto da Audi, Mercedes, Ford, Toyota (ma, potremmo citare anche Google e molte altre) per ‘ricordarsi’ quando sia importante re-inventarsi.

Elena Reguzzoni TCE

45 anni…ebbene sì ho iniziato a lavorare al tempo del telex.

Scorpione ascendente Leone, della serie donna con pungiglione e criniera.

Dopo anni (tanti!) in una multinazionale d’elettronica, nel 2003 il salto della barricata - io lo chiamo cambio di vita - e l’entrata in Editoriale Duesse.

Della vita editoriale mi piace che sono immersa nel mercato e la moltitudine degli incontri.

Ammiro la capacità di visione, l’umiltà e la gente che “suda”.

Mi fa arrabbiare la mancanza di rispetto e la superficialità.

Invidio solo un genere di persone: quelle che parlano correttamente due o tre lingue.

Del mercato hi-tech mi piace la velocità e il dinamismo, ma non comprendo la capacità di "triturare" innovazione.

Mi piace premiarmi scappando nel mio rifugio in Val d’Intelvi


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