Editorialisti

28 Marzo 2012

CRESCITA FELICE?

share Elena Reguzzoni TCE

 

Crescita. È quella che senza ombra di dubbio ricercano – o forse sarebbe meglio dire inseguono affannosamente - economisti, istituzioni finanziarie, politici, ma anche imprenditori e manager, per coprire investimenti, debiti e occupazione. Rincorsa a cui non sono certo immuni diversi player del nostro mercato. Ma siamo certi che si sta andando nella giusta direzione? Non allarmatevi, non stiamo appendendo nessun manifesto del Movimento per la Decrescita Felice, ma ci stiamo semplicemente limitando a valutare quali sono le ricadute di questa rincorsa nel medio sul mercato. Oggi tutti sulla carta concordano che in un mercato in cui gli acquisti continuano a calare a due cifre bisogna cercare di vendere meglio e non di più. Valore, maggiori marginalità, up selling sono le parole dominanti, come troverete conferma nelle pagine dell’inchiesta. Peccato che però le stesse sembrano non poter prescindere – oggi esattamente come ieri - da un’altra parola (anche se noi preferiamo definirlo un dictat): volume. Questo certamente nelle strategie dei big player. Infatti il COO di Mediamarket non ha paura ad affermare: “Ci interessa vendere prodotti di fascia alta, però a un numero allargato di consumatori. Rinunceremo a dei punti di margine, ma compenseremo questa perdita con vendite più cospicue”. Una strategia quanto mai chiara, che non sarà (ahimè) solitaria e non mancherà, di conseguenza, di condizionare l’intero canale. Ma a chi gioverà tutto ciò? Si dirà ai leader, ma ne siamo certi? In altre parole siamo sicuri che l’uscita dal mercato di alcuni retailer internazionali, oltre che di qualche imprenditore locale, sia un bene, e lo sia anche per gli stessi big? Noi qualche dubbio che questa sia la strada per arrivare a quel equilibrio di canale - più concentrato, ma anche più evoluto – di cui questo mercato ha bisogno lo abbiamo. Certo vale un pensiero…

Elena Reguzzoni TCE

45 anni…ebbene sì ho iniziato a lavorare al tempo del telex.

Scorpione ascendente Leone, della serie donna con pungiglione e criniera.

Dopo anni (tanti!) in una multinazionale d’elettronica, nel 2003 il salto della barricata - io lo chiamo cambio di vita - e l’entrata in Editoriale Duesse.

Della vita editoriale mi piace che sono immersa nel mercato e la moltitudine degli incontri.

Ammiro la capacità di visione, l’umiltà e la gente che “suda”.

Mi fa arrabbiare la mancanza di rispetto e la superficialità.

Invidio solo un genere di persone: quelle che parlano correttamente due o tre lingue.

Del mercato hi-tech mi piace la velocità e il dinamismo, ma non comprendo la capacità di "triturare" innovazione.

Mi piace premiarmi scappando nel mio rifugio in Val d’Intelvi


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