Editorialisti

10 Marzo 2015

PERDERE LA BUSSOLA

share Elena Reguzzoni TCE

Schäfer out, Mazzanti in. Un altro segnale del disorientamento di questo canale, a partire (ahimè) dal leader. Sì, perché non ci interessa certo spingerci a dare un giudizio ‘morale’ su questo rientro dal momento che soprattutto nel business l’etica attiene a una sfera estremamente individuale e quindi è assolutamente liquida. Quello che ci sembra piuttosto importante sottolineare in questo passaggio di testimone è l’impressione che nella tanto enfatizzata gestione ‘tedesca’ dell’area acquisti (e la new wave che ne è derivata nelle strategie commerciali) qualcosa non abbia funzionato, perché altrimenti – viene da dire - non si sarebbe richiamato un manager della ‘precedente gestione’ che era tra l’altro poi passato nelle fila del competitor più diretto. D’altronde è sempre molto facile guardare da fuori – per non dire dall’alto – il mercato italiano elencandone le tante pecche e pensare di superarle applicando quello che funziona (e magari funziona anche benissimo) al di fuori dei nostri confini. La realtà è invece spesso molto più complessa. E lo è non solo perché siamo solo virtualmente un unico grande mercato europeo in cui, in ogni caso, il nostro paese si contraddistingue più per le specificità e le complessità che per le uniformità, ma anche perché le difficoltà di questo canale non sono certo risolvibili con un cambio di direttore acquisti. Certo è un anello importante che può fare la differenza, ma rimangono molte altre sfide da vincere sia a valle sia a monte: dalla qualità e motivazione degli staff delle centrali all’adeguamento della rete fisica, dall’erosione costante delle redditività alla realizzazione di una reale “seamless customer experience”, come l’ha definita un anno fa lo stesso CEO di Mediamarket. Ma, ancor più, rimane da sciogliere il nodo più grosso: il superamento del modello ‘mass’. Un format d’offerta e commerciale (push) ormai sempre più disallineato rispetto alle attuali strade della domanda, di cui però proprio la società di Curno non è stata solo la capofila, ma ne è tuttora l’emblema. Su queste grandi sfide vorremmo vedere impegnato e soprattutto esultante il leader di questo canale. Per ora lo vediamo ‘sorridere’ per il rientro di Marco Mazzanti…

Elena Reguzzoni TCE

45 anni…ebbene sì ho iniziato a lavorare al tempo del telex.

Scorpione ascendente Leone, della serie donna con pungiglione e criniera.

Dopo anni (tanti!) in una multinazionale d’elettronica, nel 2003 il salto della barricata - io lo chiamo cambio di vita - e l’entrata in Editoriale Duesse.

Della vita editoriale mi piace che sono immersa nel mercato e la moltitudine degli incontri.

Ammiro la capacità di visione, l’umiltà e la gente che “suda”.

Mi fa arrabbiare la mancanza di rispetto e la superficialità.

Invidio solo un genere di persone: quelle che parlano correttamente due o tre lingue.

Del mercato hi-tech mi piace la velocità e il dinamismo, ma non comprendo la capacità di "triturare" innovazione.

Mi piace premiarmi scappando nel mio rifugio in Val d’Intelvi


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