Editorialisti

21 Aprile 2010

CORI O ASSOLI?

share Elena Reguzzoni TCE

Non ha nessuna esitazione Mediamarket sul suo futuro. L’obiettivo è chiaro quanto ambizioso. E il percorso di UniEuro è stato scritto nel piano di turnaround. Ma a questo punto però si fa largo con maggiore insistenza una domanda. Che ruolo vogliono giocare in questo quadro i Gruppi?
Non possiamo non riconoscere che se per anni queste realtà hanno fatto quadrato intorno a un’insegna comune e a progetti collegiali, questa tendenza sembra negli ultimi tempi perdere mordente, se non spazio. Lo scorso anno è stato detto che visti i tempi di crisi era naturale che le risorse come le scelte tornassero in misura più o meno importante in periferia, o meglio nelle mani dei singoli operatori. E i dati di chiusura comunicati dalle insegne hanno infatti un segno più e non meno sui conti 2009 della maggioranza dei Gruppi. Questo non vuol dire certo che sia tutto rose e fiori e che non ci siano retailer in difficoltà; ed anche comprensibile che la natura imprenditoriale che contraddistingue queste realtà si faccia oggi ancor più largo. Ma questo non può far perdere di vista ai Gruppi il respiro sempre più vasto e alto della competizione dei prossimi anni; una sfida che può essere affrontata con il vento in poppa di eventi come lo switch off, che possono, tra l’altro, garantire una certa “tranquillità” nel dare il via a dei cambiamenti. Nessuno mette neppure in minima discussione il valore delle specificità e delle esperienze locali, ma sono un bagaglio di cui far tesoro per dare forza all’insegna e non per limitarla, alimentando al contrario una progressiva quanto pericolosa frammentazione dell’identità del marchio sotto cui ci si è associati. Eppure gli esempi in questa direzione non mancano. Accordi, campagne advertising, acquisti, volantini, format, assortimenti e grafica, sempre più locali. È quindi naturale chiedersi se proseguendo su questa strada non si rischi di “dividere” le compagini e di ridimensionare il peso globale dell’insegna agli occhi dell’industria.
Come sempre sarà anche una questione di equilibri.

Elena Reguzzoni TCE

45 anni…ebbene sì ho iniziato a lavorare al tempo del telex.

Scorpione ascendente Leone, della serie donna con pungiglione e criniera.

Dopo anni (tanti!) in una multinazionale d’elettronica, nel 2003 il salto della barricata - io lo chiamo cambio di vita - e l’entrata in Editoriale Duesse.

Della vita editoriale mi piace che sono immersa nel mercato e la moltitudine degli incontri.

Ammiro la capacità di visione, l’umiltà e la gente che “suda”.

Mi fa arrabbiare la mancanza di rispetto e la superficialità.

Invidio solo un genere di persone: quelle che parlano correttamente due o tre lingue.

Del mercato hi-tech mi piace la velocità e il dinamismo, ma non comprendo la capacità di "triturare" innovazione.

Mi piace premiarmi scappando nel mio rifugio in Val d’Intelvi


Archivio