Editorialisti

29 Aprile 2011

SWITCH OFF. IL GRANDE DESAPARECIDO

share Elena Reguzzoni TCE

Certo che sono sempre più lontani i giorni in cui il passaggio al digitale terrestre veniva sbandierato come esempio di rivalsa tecnologica del nostro Bel Paese. Tanto lontani che ci volevano paradossalmente i billboard dell’emittente in chiaro di SKY con l’immagine del porto di Gallipoli o della Torre di Pisa e la scritta “Cielo è ora visibile sul canale 26 del digitale terrestre anche in ….” per sentir riparlare pubblicamente di DTT e per ricordare soprattutto a tutti che ci sono ancora 10 regioni ferme all’era analogica. Le stesse che da mesi attendono di sapere quando questo passaggio avverrà. D’altronde è certo che il completamento non avverrà entro il 2011 - come auspicato dai più - e che il calendario per queste regioni è ancora in parte disperso nell’etere. Anche se è sempre più plausibile l’ipotesi che le province del centro saranno toccate dal passaggio nell’autunno e quelle del sud nel primo semestre del 2012. Non a caso il decreto Omnibus ha spostato la data ultima (sempre che rimanga veramente tale…) di presentazione delle diverse tranche al 30 settembre. Dopo che tra l’altro, beffa delle beffe, si sono pure tagliati i pochi euro destinati alla diffusione della banda larga per dirottarli sulla televisione digitale. Altrettanto certo - e più crudo! - è che il confronto del mercato CE con le controcifre di un primo semestre 2010, sotto il segno frizzante dello switch lombardo, è quanto mai amaro. Ne sono conferma i segni meno anche a due digit di diversi player sia dell’industria sia del trade e i mal di pancia della maggioranza delle direzioni commerciali, senza contare – ahimè – anche alcuni contraccolpi sulle stesse ben più radicali. E senza dimenticare la richiesta sempre più diffusa di liquidazioni nel breve di premi e contributi. E purtroppo il raffronto più pesante con i picchi assoluti di sell-out di maggio e di giugno 2010 deve ancora arrivare. Un paragone caricato dalle tensioni di questi primi mesi che gettano benzina sul fuoco e spingono tutti ad affilare le spade promozionali per giocare la carta del tutto per tutto. Così il motto “Vendere meno, vendere bene” si trasformerà in “Tagliare per vendere”, con la convinzione (o illusione?!?) che il mercato si può forzare…

Elena Reguzzoni TCE

45 anni…ebbene sì ho iniziato a lavorare al tempo del telex.

Scorpione ascendente Leone, della serie donna con pungiglione e criniera.

Dopo anni (tanti!) in una multinazionale d’elettronica, nel 2003 il salto della barricata - io lo chiamo cambio di vita - e l’entrata in Editoriale Duesse.

Della vita editoriale mi piace che sono immersa nel mercato e la moltitudine degli incontri.

Ammiro la capacità di visione, l’umiltà e la gente che “suda”.

Mi fa arrabbiare la mancanza di rispetto e la superficialità.

Invidio solo un genere di persone: quelle che parlano correttamente due o tre lingue.

Del mercato hi-tech mi piace la velocità e il dinamismo, ma non comprendo la capacità di "triturare" innovazione.

Mi piace premiarmi scappando nel mio rifugio in Val d’Intelvi


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