Editorialisti

29 Aprile 2013

NON C’È SOLO L’EFFICIENZA

share Elena Reguzzoni TCE

Basta con il rigore. Quante volte abbiamo sentito questo richiamo ‘nazionale’ accompagnato dall’esortazione ad avviare anche dei piani per sostenere la crescita? Molte, e quindi non stupirà che anche nel canale eldom c’è chi ricorda che “Non si può vivere di sola efficienza”. Impresa non certo facile quando tutte le energie del canale sono puntate a far tornare i numeri (e i conti) in continua ritirata. È però altrettanto insindacabile che ‘il mondo’ si muove comunque, al di là della crisi, anzi proprio grazie o per colpa di essa si muove anche più velocemente. Ma quanti retailer eldom vi pongono attenzione? Pochi, per non dire pochissimi. Fabrizio Valente, fondatore di KikiLab, non a caso ha recentemente evidenziato: «Oggi purtroppo c’è un gap profondo tra l’evoluzione del consumatore e dei suoi comportamenti e quella dei negozi. Il retail è molto più lento, insomma è in ritardo». Ecco che nel retailing come nelle scelte macroeconomiche e politiche, strattonati e ‘imbalsamati’ dalla crisi tutti si focalizzano sull’efficienza e ci mancherebbe che non fosse così. Peccato però che tutto il resto venga vissuto come un azzardo o un ingiustificato sperpero. Innovare addirittura, come dice sempre Valente, è un’eresia. Ma è proprio questa visione a essere un’eresia, perché, attenzione, il commercio non è già più quello del 2009. Sono cambiati, per cominciare, gli spazi, gli oggetti e le persone, ma anche le relazioni fra queste componenti, insomma quel magico mix che l’architetto Lucchetta in queste pagine definisce “retail”. E con loro devono cambiare i modelli, i processi, i percorsi e le esperienze che sottintendono il conseguimento dei risultati. La sociologa dei consumi Patrizia Martello ha ricordato: «Il retail non ha opzioni: i consumatori, i loro bisogni e i lori codici sono già dentro un nuovo ecosistema». Sottovalutarlo significa muoversi su uno sfondo e in un contesto che nel frattempo è cambiato - e nel profondo! - e quindi essere magari efficienti, ma non certo efficaci.

Elena Reguzzoni TCE

45 anni…ebbene sì ho iniziato a lavorare al tempo del telex.

Scorpione ascendente Leone, della serie donna con pungiglione e criniera.

Dopo anni (tanti!) in una multinazionale d’elettronica, nel 2003 il salto della barricata - io lo chiamo cambio di vita - e l’entrata in Editoriale Duesse.

Della vita editoriale mi piace che sono immersa nel mercato e la moltitudine degli incontri.

Ammiro la capacità di visione, l’umiltà e la gente che “suda”.

Mi fa arrabbiare la mancanza di rispetto e la superficialità.

Invidio solo un genere di persone: quelle che parlano correttamente due o tre lingue.

Del mercato hi-tech mi piace la velocità e il dinamismo, ma non comprendo la capacità di "triturare" innovazione.

Mi piace premiarmi scappando nel mio rifugio in Val d’Intelvi


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