Editorialisti

11 Aprile 2016

DORMIRE SUGLI ALLORI

share Elena Reguzzoni TCE

Se c’è un settore del retail in cui l’uscita di diverse insegne straniere è l’esempio delle due facce del mondo del commercio di questo Paese, è certamente quello technical. Da una parte è specchio della grande difficoltà di fare retail in Italia e di arrivare da Nord a Sud, come da Est a Ovest, a un ricambio profondo dell’infrastruttura e della morfologia commerciale che prescinda finalmente dalla difesa di interessi protezionistici. Dall’altra, è emblema della capacità di reazione delle forze interne di questa nazione, commercianti inclusi. Quando alcuni retailer eldom ricordano che loro sono ancora qui e si sono sviluppati e al contrario molte insegne internazionali sia della GD sia della gds (che avevano in certi casi pure etichettato la conquista della nostra Penisola come un’impresa facile) si sono ritirate o hanno decisamente ridimensionato i propri piani, non hanno torto. E, probabilmente proprio l’arrivo di questi player ‘stranieri’ è stata la vera chiave di volta per lo sviluppo di queste realtà. E non hanno torto quando evidenziano che anche le due catene ‘straniere’ sedute oggi sui gradini più alti del canale, sono in realtà, una un’insegna che proprio allo sviluppo di un modello internazionale fortemente localizzato deve la sua grande crescita; l’altra un’impresa tuttora presieduta dall’imprenditore italiano che l’aveva fondata e guidata dai manager locali che lo hanno sempre affiancato. Tuttavia, questo non vuol dire che è tutto oro quello che luccica, ovvero che si possa far finta che questo canale non abbia tanti mali da curare – uno per tutti, le scarne redditività - come nuove incognite da affrontare, a partire dall’on-line. Come non si può ignorare che l’industria (quella sì nella stragrande maggioranza dei casi multinazionale) abbia bisogno di un retail standardizzato e concentrato. Come ha però ammonito il professor Lugli nelle pagine che seguono: “Le cose da fare teoricamente sono molte, la volontà di farle è tutta da verificare”. L’importante è non aspettare troppo...

Elena Reguzzoni TCE

45 anni…ebbene sì ho iniziato a lavorare al tempo del telex.

Scorpione ascendente Leone, della serie donna con pungiglione e criniera.

Dopo anni (tanti!) in una multinazionale d’elettronica, nel 2003 il salto della barricata - io lo chiamo cambio di vita - e l’entrata in Editoriale Duesse.

Della vita editoriale mi piace che sono immersa nel mercato e la moltitudine degli incontri.

Ammiro la capacità di visione, l’umiltà e la gente che “suda”.

Mi fa arrabbiare la mancanza di rispetto e la superficialità.

Invidio solo un genere di persone: quelle che parlano correttamente due o tre lingue.

Del mercato hi-tech mi piace la velocità e il dinamismo, ma non comprendo la capacità di "triturare" innovazione.

Mi piace premiarmi scappando nel mio rifugio in Val d’Intelvi


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