Editorialisti

29 Maggio 2009

STAND-UP!

share Elena Reguzzoni TCE

 

Anche il World Retail Congress di Barcellona ha sancito che questa recessione è la più pesante con cui il mondo della distribuzione si sia mai confrontato. E per quanto la platea di questo evento, come quella della maggioranza dei molti appuntamenti che stanno animando anche il mondo economico e politico del nostro Paese, si sia spesa a individuare timidi segnali di ripresa per alimentare un comprensibile bisogno di ottimismo, con molta probabilità il giro di boa non è a portata di mano, in particolare per il Vecchio Continente, e non sarà soprattutto indolore. Non diciamo nulla di nuovo se affermiamo che quanto meno una cura dimagrante delle reti o dei player è da mettere in conto. D’altronde oggi le insegne non sono solo messe alla prova dalla contrazione dei consumi e dalle difficoltà finanziarie ma anche da un’industria quanto mai anch’essa sotto pressione. I venti della crisi stanno agitando anche le performance e i bilanci dei colossi del nostro mercato, e questo rende inevitabilmente la sfida della distribuzione ancora più ardua. Il mercato si concentra nelle mani di pochissimi marchi, cosa non di per sé negativa per i retailer, a patto però di disporre di un adeguato peso commerciale. Ma soprattutto riduce le risorse da investire, destinandole sempre più ad oliare le maglie della debole catena del valore. Oggi non è un caso che la maggioranza dei marchi stia concentrando gli investimenti sui segmenti alto-marginanti, ma anche dirottando su alcuni mercati le allocazioni di produzioni molto più calmierate rispetto al recente passato. Scelta anch’essa non casuale. Insomma l’industria sembra oggi pronta a sacrificare le quote di mercato al miglioramento dei propri utili. E questo inevitabilmente si riverserà anche sui rapporti commerciali ridimensionando forzatamente o per libera scelta le risorse – contributi, premi, rivalutazioni, compensazioni, etc. - trasfuse al canale fino a ieri anche a mano sciolta. Insomma, la crisi chiede di dimostrare di essere in grado di stare in piedi e di farlo anche da soli…

Elena Reguzzoni TCE

45 anni…ebbene sì ho iniziato a lavorare al tempo del telex.

Scorpione ascendente Leone, della serie donna con pungiglione e criniera.

Dopo anni (tanti!) in una multinazionale d’elettronica, nel 2003 il salto della barricata - io lo chiamo cambio di vita - e l’entrata in Editoriale Duesse.

Della vita editoriale mi piace che sono immersa nel mercato e la moltitudine degli incontri.

Ammiro la capacità di visione, l’umiltà e la gente che “suda”.

Mi fa arrabbiare la mancanza di rispetto e la superficialità.

Invidio solo un genere di persone: quelle che parlano correttamente due o tre lingue.

Del mercato hi-tech mi piace la velocità e il dinamismo, ma non comprendo la capacità di "triturare" innovazione.

Mi piace premiarmi scappando nel mio rifugio in Val d’Intelvi


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