Editorialisti

28 Giugno 2012

FIENO IN CASCINA

share Elena Reguzzoni TCE

Senza efficienza oggi non si va da nessuna parte. Su questo punto sembra che non ci siano affatto dubbi, anzi la condivisione – quanto meno teorica - su questo principio è quanto mai sentita e multi-partisan: dentro l’industria, tra le fila della distribuzione, ma una volta tanto anche lungo l’intera filiera. Fare efficienza nei processi, nelle scelte, nelle spese, negli investimenti, nella gestione, nelle decisioni… sono così obiettivi nella top list di quasi tutti i player. Ma per cosa, viene da chiedersi? Perché al di là del fatto che l’agognato obiettivo – quello per chiarirci di arrivare a un risultato migliore, e possibilmente maggiore, con minori risorse - venga o meno raggiunto, la sua finalità è il vero nodo da sciogliere. “Se il valore aggiunto dell’efficienza, anche in termini prettamente economici, non viene capitalizzato, ma ancora una volta viene ribaltato sul consumatore, mi spiace ma penso che non abbiamo trovato una soluzione”, osservava qualche giorno fa l’amministratore delegato di una piattaforma piemontese. In altre parole se l’efficienza – e lo stesso vale anche per i tentativi di spostare il mix verso l’alto - serve puramente ad alimentare promozioni più aggressive e vendite al minor prezzo e non a far tornare i numeri siamo di nuovo punto a capo. E oggi, manco a dirlo, i conti economici sono “tesi”, come, se non più del mercato. Nessuno nega che l’imperativo assoluto è vendere, ma è altrettanto evidente che come dichiara Paolo Sandri: “Oggi dobbiamo preoccuparci della sostenibilità del mercato”. Serve un richiamo più forte ed esplicito? Quindi ‘forse’ è arrivato il momento d’imparare a mettere anche un po’ di fieno in cascina invece di mangiarlo tutto ancora in erba…!

Elena Reguzzoni TCE

45 anni…ebbene sì ho iniziato a lavorare al tempo del telex.

Scorpione ascendente Leone, della serie donna con pungiglione e criniera.

Dopo anni (tanti!) in una multinazionale d’elettronica, nel 2003 il salto della barricata - io lo chiamo cambio di vita - e l’entrata in Editoriale Duesse.

Della vita editoriale mi piace che sono immersa nel mercato e la moltitudine degli incontri.

Ammiro la capacità di visione, l’umiltà e la gente che “suda”.

Mi fa arrabbiare la mancanza di rispetto e la superficialità.

Invidio solo un genere di persone: quelle che parlano correttamente due o tre lingue.

Del mercato hi-tech mi piace la velocità e il dinamismo, ma non comprendo la capacità di "triturare" innovazione.

Mi piace premiarmi scappando nel mio rifugio in Val d’Intelvi


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