Editorialisti

07 Giugno 2016

UN MESTIERE MOLTO, MOLTO DIFFICILE

share Elena Reguzzoni TCE

Jones Lang LaSalle, più nota con la sigla JLL, una delle più importanti società internazionali di consulenza e servizi per il mondo immobiliare commerciale, durante la due giorni dell’edizione italiana del Mapic di fine maggio, ha ribadito a chiare lettere che è necessario ridefinire gli spazi e i luoghi del retail. Questa è la prima mission se si vuole avere la capacità di attrarre i consumatori anche domani che è poi l’unico vero risultato al quale ogni retailer – di qualsiasi settore, paese, volume di fatturato… - deve puntare se non si vuole costruire dei risultati sulla sabbia. Ebbene gli esperti di JLL hanno tracciato quelle che oggi appaiono le otto regole per avere successo domani, anche se non hanno mancato di aggiungere: “tutto è talmente in costante cambiamento che in realtà per indicare cosa renderà vincente un’insegna fra 10 anni ci vorrebbe quasi una sfera di cristallo”. Ma, guardando il domani con la prospettiva di oggi le otto regole sono: 1) rispettare sempre il principio della domanda e dell’offerta, la cachment area e il quadro competitivo sono assieme alla location le tre regole d’oro del retailing, ma oggi devono essere però analizzate anche guardando al dopodomani e in termini di qualità non solo di quantità – 2) buona ubicazione e facile accesso, nessun compromesso perché oggi il cliente dice a chiare lettere che non vuole barriere, complicazioni e non vuole cattedrali nel deserto – 3) valutare anche il contesto, oggi più che mai l’architettura della location, ma anche dell’area come la sua atmosfera hanno un impatto. Il cliente è molto più attento e sensibile di anni fa, vuole essere stupito, emozionato, non semplicemente servito, quando ciò accade – 4) diversità e flessibilità, essere diversi aiuta a distinguersi, di contro l’omologazione ‘uccide’ l’attrattività, ma visto che il mondo dello shopping cambia sempre più frequentemente bisogna anche pensare a formule e soluzioni flessibili e, non da ultimo, che permettano cambiamenti a costi contenuti – 5) identità nell’integrazione con il digitale, oggi toccare e integrare tutti i canali e tutti i touch point è un must, ma bisogna farlo tenendo fermo un proprio modo d’essere e di proporsi, la coerenza è fondamentale – 6) dinamismo, ma anche proattività, bisogna anticipare e non solo adattarsi velocemente ai cambiamenti – 7) responsability, oggi ai retailer i clienti chiedono di dimostrare anche un senso civico ed etico – 8) il retail è anche una questione di cultura ovvero le insegne oggi devono raccontare delle storie, di chi sono, di cosa vendono, ma anche dei luoghi o degli stabili che hanno scelto oppure delle loro persone. Cosa dire? Tanta roba, ma d’altronde lo evidenziamo da tempo, il mestiere del retailer è diventato molto difficile. E se pensiamo che alcuni settori della distribuzione hanno più di sfide di altri, vedi quello technical, è evidente che ci si può solo attrezzare per essere all’altezza di un mestiere molto, molto complicato...

Elena Reguzzoni TCE

45 anni…ebbene sì ho iniziato a lavorare al tempo del telex.

Scorpione ascendente Leone, della serie donna con pungiglione e criniera.

Dopo anni (tanti!) in una multinazionale d’elettronica, nel 2003 il salto della barricata - io lo chiamo cambio di vita - e l’entrata in Editoriale Duesse.

Della vita editoriale mi piace che sono immersa nel mercato e la moltitudine degli incontri.

Ammiro la capacità di visione, l’umiltà e la gente che “suda”.

Mi fa arrabbiare la mancanza di rispetto e la superficialità.

Invidio solo un genere di persone: quelle che parlano correttamente due o tre lingue.

Del mercato hi-tech mi piace la velocità e il dinamismo, ma non comprendo la capacità di "triturare" innovazione.

Mi piace premiarmi scappando nel mio rifugio in Val d’Intelvi


Archivio