Editorialisti

11 Luglio 2014

E ORA?

share Elena Reguzzoni TCE

Anche se i Mondiali finiranno il 13 luglio, al momento in cui scriviamo, è già il momento di definitivi bilanci sulle operazioni promozionali legate alla Fifa World Cup, a cominciare dalle performance a volume e a valore dei Tv, per continuare con quelle delle altre categorie, secondo alcuni mai come in questa edizione chiamate a dare manforte al prodotto per antonomasia della visione di qualsiasi partita di calcio; secondo altri reclutate solo giusto per rimpinguare la voce ‘contributi volantino’. Al di là di ciò, i bilanci nella grande maggioranza dei casi non sono dei più rosei non tanto rispetto alle aspettative, in diversi casi forse un po’ troppo ottimistiche, ma soprattutto in ragione degli investimenti messi sul piatto e delle marginalità raccolte alla fine. Aggiungiamo che forse mai come in questa lunga tornata promozionale il canale si è anche reso conto che per far tornare i famosi numeri – traffico e fatturato – serve ormai alzare l’asticella della ‘convenienza’ e di molto. Tanto che quella formula – il sottocosto vero – che a inizio primavera sembrava semplicemente la tentazione in cui non cadere, oggi alla luce dei fatti e dei risultati “si è confermata l’unica certezza a cui ci possiamo affidare”, come ha detto un retailer. Magrissima consolazione – lasciatecelo dire -, ma soprattutto cattivissima premonitrice di cosa aspetta il mercato. Sì, perché il vero grande nodo non è ormai com’è andata l’occasione promozionale più forte dell’anno, né tanto meno come si smaltiranno gli eventuali stock e ci si misurerà con le controcifre dell’estate, ma piuttosto la vera questione è: quale autunno si prepara all’orizzonte? Un punto di domanda che pesa, tanto che alcuni retailer sono quasi più preoccupati dai risultati collezionati dai propri competitor e dai big del canale in generale che dai propri. D’altronde quanto più il raggiungimento del target di questi player sarà - a fine Mondiali - lontano dagli obiettivi prefissati, tanto più sarà cogente la necessità di recuperare il recuperabile e quindi il bisogno di benzina da iniettare nel motore delle promozioni. Senza contare che a settembre si aprirà il vero grande debutto – per cominciare comunicazionale – della catena Unieuro e di conseguenza Mediamarket avrà bisogno di presidiare più che mai la sua posizione di vertice. Altri due tasselli destinati “a convogliare tante risorse dell’industria verso operazioni con tutta probabilità molto forti e verso certi attori del canale, con il rischio di lasciare gli altri di contro a stecchetto e in balia degli attacchi promozionali”, ha ammesso amareggiato un socio di primo piano di un Gruppo. Nulla di sconvolgente dal momento che è chiaro che quella che si combatte è sempre più una lotta per la sopravvivenza, ma in cui nessuno potrà negare che a seconda di quali player del trade l’industria deciderà di sostenere e come, si scriverà quale canale sopravviverà.

Elena Reguzzoni TCE

45 anni…ebbene sì ho iniziato a lavorare al tempo del telex.

Scorpione ascendente Leone, della serie donna con pungiglione e criniera.

Dopo anni (tanti!) in una multinazionale d’elettronica, nel 2003 il salto della barricata - io lo chiamo cambio di vita - e l’entrata in Editoriale Duesse.

Della vita editoriale mi piace che sono immersa nel mercato e la moltitudine degli incontri.

Ammiro la capacità di visione, l’umiltà e la gente che “suda”.

Mi fa arrabbiare la mancanza di rispetto e la superficialità.

Invidio solo un genere di persone: quelle che parlano correttamente due o tre lingue.

Del mercato hi-tech mi piace la velocità e il dinamismo, ma non comprendo la capacità di "triturare" innovazione.

Mi piace premiarmi scappando nel mio rifugio in Val d’Intelvi


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