Editorialisti

08 Luglio 2016

ALLERTE SCRITTE SULLA SABBIA…

share Elena Reguzzoni TCE

Siamo sicuri che le marginalità medie siano un problema serio per il canale eldom? Francamente, ce lo chiediamo, o meglio ce lo chiediamo ancora una volta pensando alle attività promozionali che abbiamo visto lanciare anche in questa prima parte dell’anno e in particolare all’ulteriore accelerazione dei toni delle offerte degli ultimi due mesi. Se poi dobbiamo dare per buone al 100% le affermazioni di alcuni brand circa l’intervento ‘standard’ dei loro portafogli contributivi in queste iniziative o persino in certi casi circa una loro volontaria non adesione, è ovvio che la domanda si ripresenti e che sorga il dubbio che il livello dei margini e il depauperamento del loro mix siano stati messi sul tavolo nelle trattative con l’industria, ma poi queste ‘emergenze’ siano ben poco attenzionate nelle scelte di politica commerciale, in primis in quelle promozionali. Le insegne infatti si confermano pronte in un batter d’occhio a bruciarsi anche quel mezzo punto o quei due punti – a seconda dei settori – strappati al marchio X e al marchio Y. Quindi, che i volumi, soprattutto in certi momenti e su talune merceologie, guidino il mercato è ormai inciso nella pietra, ma al contrario sembra a questo punto che l’allerta delle marginalità sia scritta sulla sabbia. Tra l’altro sottovalutando sempre di più che questi “sono tempi duri anche per l’industria”, come ha sintetizzato il professor Fornari alla convention Expert, quella hitech in prima linea, e che quindi anche qui le risorse sono limitate e in prospettiva lo saranno ancora di più. Senza poi contare che i retailer si lagnano pure che oggi in primo luogo con l’arma dei contributi (ma, anche delle disponibilità) i brand, in testa quelli leader e quindi i player ‘ricchi’, guidano il loro sell out. D’altronde oggi - diciamolo chiaramente - i bilanci del trade si reggono sui margini indietro, come li chiamano i francesi, ovvero quelli fuori fattura, fuori dalla redditività sul prodotto in senso stretto…e forse proprio in questa ‘migrazione’ sta gran parte del peccato originale…

Elena Reguzzoni TCE

45 anni…ebbene sì ho iniziato a lavorare al tempo del telex.

Scorpione ascendente Leone, della serie donna con pungiglione e criniera.

Dopo anni (tanti!) in una multinazionale d’elettronica, nel 2003 il salto della barricata - io lo chiamo cambio di vita - e l’entrata in Editoriale Duesse.

Della vita editoriale mi piace che sono immersa nel mercato e la moltitudine degli incontri.

Ammiro la capacità di visione, l’umiltà e la gente che “suda”.

Mi fa arrabbiare la mancanza di rispetto e la superficialità.

Invidio solo un genere di persone: quelle che parlano correttamente due o tre lingue.

Del mercato hi-tech mi piace la velocità e il dinamismo, ma non comprendo la capacità di "triturare" innovazione.

Mi piace premiarmi scappando nel mio rifugio in Val d’Intelvi


Archivio