Editorialisti

25 Agosto 2015

CHI NON SEMINA…

share Elena Reguzzoni TCE

Quando Tom Cook, CEO di Apple, ha presentato a fine luglio i dati della trimestrale, molti erano in attesa di sapere da lui quanti milioni di Apple Watch erano stati venduti dal debutto in Aprile, ma niente, tranne uno stringato “è stato un grande inizio”. Nulla di diverso da quello che era già accaduto con altri lanci a cominciare dall’iPod, ma soprattutto nulla che non si possa comprendere ricordando uno dei mantra di questa società: il successo non si costruisce in un giorno, richiede mesi, se non anni di lavoro. Una filosofia che prescinde dalla forza innovativa di quello che Apple sa di andare a presentare e che per alcuni analisti è anche uno degli assi nella manica della Mela Morsicata, rispetto a un mondo technical che nella maggioranza dei casi sembra al contrario orientato più al motto: “Tanto e subito”. Quello stesso che sembra aleggiare nell’analisi che abbiamo fatto in questo numero dei prodotti che oltre agli incontestabili e potenti smartphone e Tv Ultra HD contribuiscono a iniettare crescita nelle vendite delle categorie hi-tech, ma di cui poco (a volte, molto poco) ci si preoccupa di costruire il successo. Per carità è ovvio che non tutto quello che si lancia e si commercializza genererà vendite importanti e ancor meno si trasformerà in best seller, ma di certo se non si semina e se non si coltiva, non si può pensare che un prodotto o un intero segmento – anche il più rivoluzionario – darà ricche soddisfazioni. Certo magari qualcuno spontaneamente si ritaglierà pure un discreto spazio e si distinguerà per trend a due digit - e ce ne sono! - ma bisogna pensare a quello che potrebbero dare con mesi, se non anni di lavoro…

Elena Reguzzoni TCE

45 anni…ebbene sì ho iniziato a lavorare al tempo del telex.

Scorpione ascendente Leone, della serie donna con pungiglione e criniera.

Dopo anni (tanti!) in una multinazionale d’elettronica, nel 2003 il salto della barricata - io lo chiamo cambio di vita - e l’entrata in Editoriale Duesse.

Della vita editoriale mi piace che sono immersa nel mercato e la moltitudine degli incontri.

Ammiro la capacità di visione, l’umiltà e la gente che “suda”.

Mi fa arrabbiare la mancanza di rispetto e la superficialità.

Invidio solo un genere di persone: quelle che parlano correttamente due o tre lingue.

Del mercato hi-tech mi piace la velocità e il dinamismo, ma non comprendo la capacità di "triturare" innovazione.

Mi piace premiarmi scappando nel mio rifugio in Val d’Intelvi


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