Editorialisti

28 Settembre 2012

IL TAGLIO DIFFICILE

share Elena Reguzzoni TCE

Chi si occupa di giardinaggio sa che la potatura è uno degli interventi tra i più difficili: ogni pianta richiede tecniche diverse e momenti precisi e può produrre effetti o molto positivi o molto negativi. E non a caso proprio a quest’operazione e alla sua estrema delicatezza ha fatto riferimento il fondatore di Best Buy parlando dell’intenso piano di rilancio a cui oggi è sottoposta la catena americana. Sì “perché ristrutturare significa individuare quali sono i rami che fanno male alla pianta e decidere se tagliarli o accorciarli”, ha precisato. E non è certo un’impresa semplice, per quanto in molti casi vitale. Ne sono ben coscienti i retailer del canale eldom oggi più che mai alle prese con l’esigenza di alleggerire le strutture dei costi per diminuirne le incidenze sui fatturati in calo e quindi di andare, ancor prima del lancio d’interventi di spending review – come va ora di moda dire – o di efficientizzazione dei processi, a selezionare le voci che segnano una perdita. E qui la difficoltà anziché diminuire cresce, non perché sia difficile individuare ‘i rami morti’, ma perché nella maggioranza dei casi questo significa dover incidere sulla propria rete fisica, in altre parole dover tagliare dei punti vendita. Ecco che così la decisione si fa veramente difficile e sofferta: non solo perché questo tipo di intervento è circondato da una forte carica emotiva, persino affettiva, ma ancor più perché si tratta di decidere contestualmente di tagliare dei posti di lavoro: “E guardi che in questo mercato fortunatamente si fanno ancora i salti mortali per non dire a una persona che non avrà più uno stipendio”, ci ha recentemente detto con visibile – e condivisibile! - orgoglio il presidente di un Gruppo. Ma vogliamo allo stesso tempo ricordare che questo è anche un canale che ha visto una sola fase: quella dell’espansione, fatta in molti momenti di aperture selvagge, e come tale oggi paga due volte sulla rete la riduzione della torta del mercato. Perché non solo non si è mai minimamente fatta largo una cultura della razionalizzazione, se non in casi di oggettiva emergenza, ma, ancor peggio, sono molti i punti vendita che si sono presentati alla crisi già ‘con le bombole dell’ossigeno’. Nonostante ciò, e qui viene da sorridere, alcuni di questi ‘boccheggianti’ compaiono nella lista delle mosse d’acquisizione (concluse o in corso) che potrebbero cambiare non pochi equilibri del mercato; per poi – come ci illumina qualcuno – essere in una seconda fase chiusi …

Elena Reguzzoni TCE

45 anni…ebbene sì ho iniziato a lavorare al tempo del telex.

Scorpione ascendente Leone, della serie donna con pungiglione e criniera.

Dopo anni (tanti!) in una multinazionale d’elettronica, nel 2003 il salto della barricata - io lo chiamo cambio di vita - e l’entrata in Editoriale Duesse.

Della vita editoriale mi piace che sono immersa nel mercato e la moltitudine degli incontri.

Ammiro la capacità di visione, l’umiltà e la gente che “suda”.

Mi fa arrabbiare la mancanza di rispetto e la superficialità.

Invidio solo un genere di persone: quelle che parlano correttamente due o tre lingue.

Del mercato hi-tech mi piace la velocità e il dinamismo, ma non comprendo la capacità di "triturare" innovazione.

Mi piace premiarmi scappando nel mio rifugio in Val d’Intelvi


Archivio