Editorialisti

07 Ottobre 2014

LA SMART HOME È QUI

share Elena Reguzzoni Trade Bianco

Quest’edizione dell’IFA è stata la vetrina di mille novità, ma soprattutto il trampolino di lancio defi nitivo della smart home. Quel mondo che spazia nella grande frontiera dell’Internet delle cose e si concretizza oggi nelle nostre menti nei più ‘terreni’ elettrodomestici intelligenti o connessi. Parliamo di un mercato che nel 2018 varrà 100 miliardi di euro e vedrà oltre 45 milioni di soluzioni smart home installate. Il fervore sul fronte dei protocolli per una comunicazione condivisa tra i dispositivi con la nascita della AllSeen Alliance (60 membri), dell’Open Interconnect Consortium e dell’Industrial Internet Consortium - senza dimenticare l’Apple HomeKit - dice che arrivare a una piattaforma unica è fondamentale – come ben insegnano altri mercati -, ma soprattutto quanto l’interesse dell’industria sia alto e ampio. Ma, ancora prima parliamo di prodotti innovativi che come il presidente del Media Solutions Center di Samsung Electronics ha sottolineato durante il keynote di Berlino possono aiutare chiunque nella loro normale routine quotidiana, rendendogli la vita più semplice, permettendogli di risparmiare tempo, energia, cibo, detersivi e di aumentare la sicurezza della propria abitazione, per esempio. E se troppe volte questo tipo di affermazioni è sembrato uno slogan da uomini di marketing in grado di vivere solo su delle chart, questa volta la sensazione è di essere veramente di fronte a un salto generazionale tecnologico, ma ancor più di uso – per intenderci quello che è avvenuto con gli smartphone. Certo non stiamo parlando di prodotti che entreranno dopodomani massivamente nelle case degli italiani, ma certamente di una grande opportunità per un mercato del bianco e del piccolo elettrodomestico che non è certo risparmiato dall’appiattimento della corsa globale e schizofrenica alle promozioni e quindi al fatturato. Un’opportunità per questi due mercati di essere definitivamente sinonimo di tecnologia, ma ancor prima di poter parlare al consumatore una lingua diversa…