Editorialisti

27 Ottobre 2015

ESSERE CREDIBILI

share Elena Reguzzoni Trade Bianco

Fa bene Stefano Belingheri (direttore generale del gruppo G.R.E.) ricordare su queste pagine che dopo aver tutti per anni assicurato di volersi impegnare a trovare strade e ami d’ingaggio che andassero oltre i volantini, il canale ha partorito le promozioni orizzontali a un’intera categoria. Però, in fondo, non c’è da stupirsi, non solo perché questo canale sembra essere ormai definitivamente prigioniero di quel (unico) meccanismo di sostegno delle vendite che ha alimentato con decine e decine di milioni di euro, ma anche perché da tempo si è abituato a dire una cosa e a farne un’altra. Le belle affermazioni, i sani obiettivi di svolta e le profonde autocritiche non si contano, e in tutte le sedi. I fatti, purtroppo, invece si contano quasi sulle dita delle mani. Quante volte, per esempio, si è parlato di cliente o di consumatore al centro o di crescita di valore e non di volume? Quante altre si è detto che si era arrivati sul fondo del barile dell’erosione della marginalità o che era il momento di scelte forti oppure si è urlato allo scandalo per una certa promozione? Ma, quante di queste belle frasi sono diventate realtà? D’altronde “In questo mercato ormai si raccontano tante fiabe, il trade all’industria, l’industria al trade, tra retailer e via...”, ci ha detto qualche tempo fa un noto retailer. Un’affermazione forte, forse persino eccessiva, ma con un fondo di verità perché non si può negare che analizzando le dinamiche e le scelte che sono seguite alle tante parole, molte sfide - e su tutte la volontà concreta di cambiamento di questo mercato - sembrano non solo poco raggiungibili, ma oggi soprattutto poco credibili. Forse ha ragione chi afferma che bisognerebbe semplicemente ammettere di non voler o di non poter cambiare. Sarebbe un primo passo che certo non rialzerebbe la redditività di questo mercato, ma almeno la sua credibilità sì, e non è poco, anche per poter fare punto e a capo…