Editorialisti

02 Dicembre 2014

UN “AMICO” DAI MUSCOLI POTENTI

share Elena Reguzzoni Trade Bianco

L’avanzata delle vendite online è testimoniata dalle proiezioni dell’Osservatorio del Politecnico e dai dati GfK, ma sempre più frequentemente dalle dichiarazioni delle aziende che spesso (più o meno sotto voce) assegnano proprio a questo canale gran parte di quella ‘poca’ vivacità che il mercato technical è in grado di questi tempi di esprimere e ad Amazon il ruolo di incubatore e di catalizzatore principale di questa dinamicità. Quello che francamente stupisce non è tanto tutto ciò, dal momento che è una novità ormai assai consolidata, né che qualcuno dica che la Guardia di Finanza non ha ancora chiuso la sede italiana del colosso americano, confondendo così tuttora l’evasione fiscale, con l’elusione fiscale. Ma, quanto oggi per diverse realtà anche di un mercato come il piccolo elettrodomestico il negozio virtuale del colosso di Seattle sia diventato in poco tempo uno dei primi clienti. Un’avanzata che poteva apparire naturale e quindi quasi scontata su categorie più hi-tech, ma meno su altre, sottovalutando però così che in altri mercati europei il catalogo technical Amazon si è già via via allargato, e persino a una categoria ben più difficile come quella del bianco. Ma, anche che assieme alla piattaforma tedesca, oggi Amazon.it è lo store che cresce di più nel Vecchio Continente, a detta dei ben informati. I recenti investimenti fatti sul nostro territorio dal gruppo di Jeff Besoz - a partire dall’ultimissimo accordo con Poste Italiane per la creazione di 10 mila punti di ritiro sparsi praticamente in tutta Italia - indirettamente lo confermano. “Amazon può solo crescere e questo ci fa piacere, ma deve anche farci paura”, ha ben sintetizzato il general manager di un’azienda per l’appunto del ped. Fa piacere perché Amazon ‘omaggia e omaggerà’ le aziende di preziosi volumi addizionali con margini tra l’altro più ricchi rispetto a quelli dei retailer fisici. Certo a fronte di una politica di pricing aggressiva, ma nello stesso tempo chiara, non imprevedibile come certe scelte con cui il canale eldom non manca mai di stupire sia sulle reti fisiche sia su i propri siti. E - aggiungiamo - a fronte di una capacità di ascolto delle richieste e dei feedback dei consumatori unica al momento. Però, giustamente deve anche far paura, non tanto perché impone ai brand di definire una strategia multicanale - anzi questo è uno dei lati positivi dell’avanzata di Amazon e dell’ecommerce in generale -, ma perché significa lavorare con un colosso mondiale che lo scorso anno ha generato 75 miliardi di dollari di vendite e punta ad arrivare a quota 90 miliardi quest’anno e nel 2015 a superare di misura la vetta dei 100 miliardi. Quel player che quindi oggi ha la forza di poter investire per la massima soddisfazione dei suoi clienti italiani come nessun retailer sta facendo o - meglio - può permettersi di fare, è anche quello che nel tempo potrà dettare nuove - e diverse! - condizioni. Il braccio di forza con Hachette Book Group a ottobre è solo una delle ultime dimostrazioni dei muscoli di Amazon e della sua capacità di usarli…