Editorialisti

01 Dicembre 2015

Fisico prima che virtuale

share Elena Reguzzoni Trade Bianco

I dati lo confermano, le vendite tradizionali ovvero quelle nelle reti fisiche crescono, ma quelle nei negozi virtuali di più. Nei primi nove mesi, GfK fotografa un incremento rispettivamente del 3,1% e del 14,7%, tanto che alle porte dei mesi di picco delle vendite, l’ecommerce si è già ritagliato una share del 9,2% (solo cinque anni fa era del 5,8%) e pertanto ci sono molte condizioni perché questo canale chiuda l’anno per la prima volta con una quota uguale o superiore al 10%. Questi dati da soli confermano quanto nel nostro Paese, anche se con un tasso costante più che con nette accelerazioni, questa modalità di shopping (prima che di vendita) si stia senza dubbio affermando. Questo inevitabilmente potrebbe spingere molti retailer e insegne del canale a considerare quella dell’ecommerce (e con essa quella della multicanalità) la sfida con la esse maiuscola, come d’altronde alcuni hanno affermato. Ma, ci viene da ricordare che la competizione vera da vincere è quella prima delle reti fisiche. Con questo non diciamo che sulla frontiera digitale - sito, mobile, App e cross-canalità, per cominciare - non vanno sviluppate strategie e non va investito, piuttosto che fino a quando il baricentro del proprio business - che è indubbiamente al momento fisico - non sarà riequilibrato e rinnovato, sarà molto difficile vincere la sfida dell’ecommerce e quindi trovare comunque un posizionamento e uno spazio rispetto ai sempre più dirompenti etailer. Riccardo Mangiaracina, direttore dell’Osservatorio sull’ecommerce B2C del Politecnico di Milano, nelle pagine che seguono afferma: “Non si può pensare di misurarsi con uno shopper che è sempre più digitale e quindi con le Dotcom con i negozi degli anni 2000 e con i loro conti economici”. Di certo, fino a quando le insegne technical continueranno ad avere reti fisiche sempre meno appetibili per i consumatori e non sostenibili economicamente, il concreto rischio è solo uno: quello di fare due mestieri male, quello del retailer fisico e quello del player virtuale…