Editorialisti

26 Maggio 2015

NASCONDERSI DIETRO UN DITO…

share Elena Reguzzoni Trade Bianco

Nessuno nega che i trend del primo trimestre messi nero su bianco prima da Aires e poi da GfK siano delle buone notizie e quindi vanno giustamente enfatizzate, ma in certi player del canale abbiamo avvertito forse troppa positività. Perché le vendite a segno più sono una faccia della medaglia, bella e lucida, ma una faccia, il cui rovescio sono redditività in costante peggioramento e quindi conti economici sempre più asfittici. Il leader del canale che apre un tavolo sindacale per esuberi del personale a seguito di uno stato di crisi generale e di alcuni punti vendita in modo particolare, è il primo segnale che esiste - ed eccome! - un rovescio della medaglia. Eppure pochi, anche in questo caso, lo hanno letto come un segnale d’allarme generale; alcuni ne hanno persino gongolato, altri hanno trovato in quest’annuncio persino una perfetta occasione per potersi autoconvincere della definitiva vincita dei player locali sui grandi colossi europei, come se le difficoltà toccassero solo le multinazionali e tutti i soci dei gruppi avessero grassi utili. Molti sembrano ignorare, o meglio, fare finta di ignorare che il mercato italiano sta uscendo in realtà anno dopo anno dalla lista dei paesi strategici prima dei retailer internazionali, poi dei grandi brand non perché le forze autoctone sono invincibili, ma perché la nostra arena garantisce pochi e magrissimi ritorni sui ‘ricchi’ investimenti che al contrario richiede. E anche quando il canale è richiamato alla cruda realtà del depauperamento e dell’erosione finanziaria del mercato, c’è sempre un motivo perché la leva del prezzo abbia le sue ragioni di stare lì sempre più forte ed egemone a guidare le scelte e quindi le sorti di quasi 14 miliardi di euro di vendite, ma anche di centinaia di bilanci di esercizio. Quante volte ci sentiamo dire: usiamo il prezzo, perché il mercato risponde solo al prezzo? E potremmo continuare. Ora, nessuno dice che l’uscita da questa strada sia semplice, anzi, ma di certo la prima cosa da non fare è quella di nascondersi dietro a un dito…