Editorialisti

10 Luglio 2014

PIATTO RICCO, MI CI FICCO…

share Elena Reguzzoni Trade Bianco

La ricerca di fatturato è sotto gli occhi di tutti e investe quei player che devono alimentare la propria crescita, così come quelli che stanno difendendo all’arma bianca le proprie posizioni o la stessa permanenza nel mercato. È altrettanto evidente che il momento non è dei più semplici e non solo per il rallentamento di categorie come i tablet, per un nuovo semestre magro per i Tv nonostante l’evento dei Mondiali oppure per un ulteriore deterioramento del mix dei margini. Questi sono solo alcuni dei fattori che pesano e destabilizzano. Ecco però che in questo contesto sembra che un solo comparto sia oggi più che mai citato ed evocato come una sorta di salvagente: il bianco, e a seguire l’incasso. Tutti vogliono accrescere la propria quota su questa categoria capace ancora, in un panorama di redditività sempre più ai minimi, di garantire marginalità oltre che vendite quanto meno più stabili e più prevedibili. Non è un caso che la volontà di diventare o di confermarsi l’insegna - oppure a livello locale il retailer – di riferimento di questa categoria sia stata annunciata (o ribadita) da più voci, a partire da quelle delle due catene che oggi guidano il mercato. Tanto che qualche manager è arrivato a dire che uno dei terreni di maggiore confronto fra queste realtà di capitale e i Gruppi sarà proprio il bianco. Non sottovalutiamo poi che se oggi Amazon non tratta ancora in Italia questa categoria – e quindi è fuori da questa partita – ci sono altri pure player che sono già entrati da tempo in questo campo di gioco e mirano anch’essi a crescere. Insomma, se dovessimo sintetizzare, sembra che tutti vogliano ‘gustare il ricco piatto del ged’. Un trend che se certamente può far accrescere lo spazio e il peso che sarà dedicato a questa categoria, farà aumentare anche la pressione competitiva e promozionale, con il rischio quindi di “triturare” anche questo mercato che soprattutto oggi al contrario andrebbe assolutamente preservato da certe dinamiche esasperatamente erosive. Forse ha ragione chi evidenzia che alla luce dei fatti l’acquisto di un elettrodomestico ha sempre premiato e continua a premiare quei player che hanno una cultura sul bianco - cultura che non si costruisce certo solo raddoppiando lo spazio dedicatogli nei negozi e il numero di promoter chiamati a presidiarlo -, ma una profonda riflessione su certe conseguenze non guasterebbe affatto…