25 Agosto 2017

1 canale, 2 strade

share Elena Reguzzoni Trade Bianco

“Amo gli errori”, afferma James Dyson nella coverstory, che arriva ad aggiungere che se sei un ingegnere, o un inventore come lui spesso si definisce, è anzi necessario farli, perché estremizzando, senza sbagli, senza insuccessi, senza fallimenti non si costruisce un’innovazione forte, di rottura.

Di certo innovare non significa avere risultati certi in tasca in tempi brevi, ma dover provare e riprovare, modificare e rimodificare e spesso anche ripartire da zero, come dice sempre Sir Dyson. Questo vale anche per la sfida multicanale: nessuna insegna eldom, ne siamo certi, pensa di avere la ricetta perfetta tra le mani, semplicemente alcuni player stanno provando a trovarne gli ‘ingredienti’ e la loro combinazione, spinti dalla ferma convinzione che quelli che invece hanno funzionato fino a ieri – almeno per la loro realtà di retail - sono già oggi in forte predicato e che quindi cambiare è una conditio sine qua non, seppure le certezze sono minime e mutevoli e, soprattutto, il gap di prezzo rischia di presentare a ogni minimo errore un conto molto salato. Altri di fronte a un mondo che non è più lo stesso, per loro stessa ammissione, sono invece tuttora molto più cauti se non incerti, spaventati, peraltro, più dall’abbandono di quello che si è che dal rischio di sbagliare nel costruire il proprio futuro.

Ecco che quindi mai come nell’ultimo anno il canale eldom si è diviso su questa trasformazione: da una parte le catene, una in particolare, sempre più in accelerazione, tanto da arrivare a vestire anche i panni del pure player; dall’altra i gruppi d’acquisto, a metà del guado, o come dice in maniera più critica qualcuno dell’industria, “ancora alla finestra”, confidando nella inossidabilità del modello al contrario di retail ‘servito’. Certo le prime hanno dalla loro in quest’accelerazione più di un fattore, a cominciare da un DNA distributivo e societario diverso, ma ciò non toglie che le strade intraprese e l’interpretazione del fenomeno in primis dell’ecommerce sono sempre più distanti. Solo il tempo dirà chi ha ragione e dirà, prima ancora, quanto gli italiani diventeranno assidui shopper multicanale.