Editorialisti

05 Maggio 2016

Ddl cinema. C’è bisogno di certezze

share Stefano Radice

Negli ultimi due editoriali ci siamo occupati di alcuni scenari che potranno caratterizzare il settore. L’attivismo di Sky con il possibile ingresso nella distribuzione (da non escludere un braccio di ferro con Fox, anch’essa controllata dalla casa madre News Corp.); l’accordo Vivendi-Mediaset per la creazione di una piattaforma Svod del Sud Europa che contrasti Netflix; l’interesse di soggetti quali Fox, Medusa ed Eagle per Leone Film Group; lo stesso Andrea Leone che medita se entrare direttamente nella distribuzione theatrical o meno. E ancora, quali saranno le mosse della Rai? Tutto questo sta ad indicare quanto la sfida per i contenuti, di chi li possiede e di chi li distribuisce, sia sempre più centrale e dà anche la dimostrazione di quanto il nostro settore sia dinamico. Merito anche del nuovo ddl sul cinema e l’audiovisivo in discussione in Parlamento? Il fatto che – una volta approvato – le risorse a disposizione di produttori, distributori ed esercenti saranno praticamente raddoppiate (non si andrà sotto i 400 milioni di euro) è una bella spinta a muoversi. Così come lo sono quegli incentivi fiscali, che andranno a favore di coloro che investono nel cinema. Per queste ragioni gli operatori auspicano che l’iter parlamentare si completi il prima possibile. Hanno fretta di sapere quali saranno i soggetti che potranno accedere ai crediti di imposta e come saranno suddivisi i 400 milioni di risorse all’interno della filiera. In una parola, hanno bisogno di certezze. I più ottimisti pensano che il ddl transiterà tra Camera e Senato dopo l’estate. Però, poi, bisognerà aspettare l’approvazione dei decreti attuativi che, una volta definiti, dovranno ottenere l’ok da Bruxelles. Se tutto andrà bene, la nuova legge sarà operativa nei primi mesi del 2017. Ma tutto dovrà andare davvero bene, evitando le incertezze legate alla politica. Sì perché, in caso di sconfitta per il Governo a ottobre nel referendum costituzionale, si rischierebbe di fermare tutto il processo legislativo se il dibattito sul ddl fosse ancora in alto mare. Si dovrebbe rinviare tutto alla nuova legislatura. Fantapolitica? Forse: quel che è certo è che sarebbe un peccato se un disegno di legge così ben visto da tutto il settore, vedesse allungarsi troppo i tempi di approvazione.