Editorialisti

02 Ottobre 2017

Atmosfera di autunno. La ripresina

share Stefano Radice

Segnali di vita cantava nel lontano 1981 Franco Battiato. E timidi segnali di vita sono quelli che sta dando anche il nostro settore cinematografico. Abbiamo archiviato una delle più deludenti estati cinematografiche degli ultimi anni, con un forte segno negativo rispetto al 2016. Nell’inchiesta che pubblichiamo all’interno, i manager di alcune case di distribuzione provano a dare una risposta al perché di performance sottotono anche di film attesi. Rimaniamo convinti che l’offerta commerciale fosse costituita da buoni film che avrebbero meritato miglior fortuna. Tornando all’attualità, ci troviamo di fronte a un mese di settembre che nella prima parte – scriviamo a metà mese – ha registrato un segno “+” rispetto al 2016 che rischia, però, di perdersi nelle settimane. Ecco, appunto, una “ripresina” come abbiamo intitolato l’editoriale, che avrà anche portato un po’ di buonumore ma che è decisamente troppo poco per rilanciare il mercato. Molta è la strada da fare per recuperare quel -15% anno su anno per gli incassi e -12% di presenze. Auguriamoci, soprattutto, che questo avvilente 15,7% di quota di mercato del cinema italiano salga in modo netto, perché senza cinema nazionale, o con una produzione locale debole, non può esserci un mercato forte. L’autunno, comunque, si presenta ricco di una proposta cinematografica globale che dovrebbe incontrare anche i gusti del pubblico e consolidare i numeri dell’industria.

 

Un altro segnale positivo, che dovrebbe rilanciare tutto il settore, è venuto dalla tanto attesa definizione dei decreti attuativi relativi alla legge cinema. Il settore li aspettava per far partire con slancio la macchina produttiva. L’articolazione dei crediti di imposta dovrebbe rilanciare anche l’attività distributiva in particolare in estate e non dimentichiamo i 120 milioni per l’esercizio. Ora non resta che attendere l’effettivo impatto che la legge, grazie ai decreti, avrà sul settore. Certo, dopo il via libera del Mibact, si attendono le firme della Corte dei Conti e poi la pubblicazione di bandi legati ai decreti, ma non c’è dubbio che aver definito questi provvedimenti sia un passo avanti, al netto del giudizio di merito che poi si potrebbe dare di ogni singolo provvedimento. Rimaniamo in tema sale. L’8 settembre a Milano si è celebrata una giornata importante con l’inaugurazione di Anteo Palazzo del Cinema. Ne parliamo in questa sede perché riteniamo che la struttura voluta da Lionello Cerri e dai suoi soci, con il fondamentale supporto del Comune di Milano, rappresenti quella tipologia di moderna multisala di città di cui tanto si è parlato in questi ultimi anni; un cinema in grado di offrire un’articolata offerta di qualità per chi non si sente attratto dal cinema commerciale e che si pone come luogo aperto alla cittadinanza. Complimenti a Cerri quindi; anche questo è un segnale di ripresa. Ma quanti potrebbero essere in Italia i Palazzi del Cinema? Dove si possono trovare spazi, attenzione da parte degli enti locali e risorse per portare avanti progetti di questo calibro? Qui sta il problema. Perché temiamo che quello di Milano possa restare un modello isolato.