12 Gennaio 2018

Riflessioni di fine stagione. Un anno faticoso

share Stefano Radice

Si è concluso un anno faticoso. Ecco, se si ripensa a questa stagione cinematografica la sensazione predominante è proprio quella di una certa spossatezza generale. Un anno vissuto sempre a rincorrere il 2016 per quanto riguarda i numeri, con uno svantaggio che non si è riusciti a colmare. Ora si tratta di vedere quanti saranno gli spettatori certificati dalla Siae che confermeranno, comunque, che il nostro è un mercato stagnante. Saremo, come sempre, intorno ai 100 milioni di biglietti venduti. Da lì non ci si schioda. Purtroppo.

 

Troppo brutta, per essere vera, la stagione del cinema italiano. D’accordo, non abbiamo avuto fenomeni quali Quo vado? e Perfetti sconosciuti, ma la nostra produzione non può dibattersi intorno al 16%: vuol dire aver fatto passi indietro di decenni. Da primavera in poi tutte le commedie hanno faticato parecchio. Ci hanno risollevato il morale dopo l’estate un paio di film di genere, ma è troppo poco.

 

È stato un anno faticoso anche perché abbiamo dovuto riscontrare, ancora una volta, che la stagione estiva non è stata competitiva. I film sulla carta c’erano – contando anche sull’assenza di appuntamenti sportivi a fare la concorrenza – ma i risultati sono stati al di sotto delle attese. Segno che sul famoso allungamento della stagione occorre fare un lavoro nuovo e approfondito. Sappiamo che gli stakeholders del mercato ci stanno lavorando.

 

Attendiamo fiduciosi i risultati anche in virtù del fatto che nel 2018 l’Italia non parteciperà ai Mondiali.

 

Abbiamo poi vissuto la contraddittoria esperienza di Cinema2Day. Siamo sempre stati critici con questa iniziativa ministeriale, appoggiata comunque dalle associazioni, che ha riempito le sale nei giorni della promozione, svuotandoli in quelli successivi. Siamo stati facili profeti nel prevedere che le ripercussioni sul pubblico, una volta finita l’offerta a 2 euro, sarebbero state molto negative e che ci sarebbero state tensioni poi tra le diverse associazioni, divise tra loro sul giudizio di questa operazione. Il problema vero, però, è che non si è pensato di dare vita a una forma di promozione alternativa ai mercoledì a 2 euro. Così si sono persi mesi preziosi e tutto è rinviato all’anno prossimo. Speriamo che distributori, esercenti e produttori, sappiano mettersi d’accordo per trovare una soluzione.

 

C’è stato poi il tema della legge cinema. In questo numero parliamo dell’importante via libera definitivo del Consiglio dei Ministri a tre provvedimenti fondamentali su lavoro nell’audiovisivo, quote Tv e tutela dei minori. Abbiamo però passato tutto l’anno nell’attesa dell’approvazione dei famosi decreti attuativi senza i quali la norma non può entrare in vigore. Si era parlato inizialmente di maggio-giugno, poi di autunno; alla fine siamo arrivati a fine anno. Il problema è che questa attesa ha di fatto bloccato molti operatori che hanno messo in stand by i loro investimenti in attesa dei decreti. Ora sembra che ci siamo; mancano gli ultimi passaggi poi si potrà partire. Anzi, ripartire. Bene, ma che fatica…