05 Luglio 2019  12:41

Il comparto dell’arredo bagno vale 2,7 miliardi di euro

Elena Rembado
Il comparto dell’arredo bagno vale 2,7 miliardi di euro

Il dato è emerso in occasione dell’Assemblea annuale di Assobagno, che ha messo a tema la sostenibilità e il risparmio idrico

Il Sistema arredo bagno registra risultati positivi, con una produzione destinata al mercato interno che nel 2018 ha riscontrato una crescita del 3%. Come rileva il Centro Studi di FederlegnoArredo, il comparto vale nel complesso 2,7 miliardi di euro e conta 940 aziende con 19.950 addetti. Il successo del made in Italy nei prodotti per il bagno è confermato da una quota export pari al 47% del fatturato complessivo. Sono in particolare i mercati europei che si interessano all’Italia, in primo luogo la Francia, seguita dalla Germania – che assorbe oltre il 16% delle vendite estere totali – e dal Regno Unito (+15,2%). I dati sono stati diffusi in occasione dell’Assemblea annuale di Assobagno, che ha messo a tema la sostenibilità e il risparmio idrico come fattori di competitività e valorizzazione del made in Italy. «L’Italia è al primo posto nell’Ue per i prelievi di acqua potabile, con un alto tasso (47,9%) di dispersioni causate dall’inefficienza delle reti di distribuzione e un parco di attrezzature idrosanitarie obsoleto ed estremamente dispendioso in termini di consumi idrici», spiega il presidente Paolo Pastorino. «Una situazione che può e deve cambiare anche grazie all’apporto dell’industria italiana del settore, che in questi anni ha investito molto in ricerca e innovazione ed è in grado di offrire prodotti che arrivano a consumare tra il 25% e il 70% di acqua in meno rispetto al passato, senza perdere in comfort ed efficienza. Le elaborazioni del Centro Studi di FederlegnoArredo dimostrano che la sostituzione progressiva di una minima parte delle attuali attrezzature idrosanitarie porterebbe in 5 anni a un risparmio di oltre un miliardo di euro». Tra le soluzioni in grado di assicurare un incremento rilevante e strutturale dell’efficienza idrica degli edifici, l’Associazione sostiene da tempo l’introduzione di un incentivo – analogo all’Ecobonus già esistente per il risparmio energetico – per consentire ai cittadini una detrazione fiscale fino al 65% per l’acquisto di rubinetti e sanitari a consumi ridotti.

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