13 Dicembre 2019  17:59

Rapporto Cresme: edilizia in crescita fino al 2021

Elena Rembado
Rapporto Cresme: edilizia in crescita fino al 2021

Lorenzo Bellicini, Direttore Cresme

La spesa di chi investe per quanto riguarda l’ITS sono 3 miliardi di euro a Roma e 2,4 a Milano

Il mondo delle costruzioni non sta andando male, sono 3 anni che va meglio nel nostro Paese. I livelli degli appalti sono tornati a essere come nel 2003 e 2004, ma si parla della crisi delle opere pubbliche. I dati del nuovo rapporto congiunturale del Cresme sul settore delle costruzioni testimoniano il consolidamento del trend positivo relativo agli investimenti nel rinnovo del patrimonio immobiliare esistente (previsioni: +3% nel 2019, +1,8 nel 2020 e +1,7% nel 2021), con una brusca e in parte inattesa accelerazione anche per quanto riguarda gli investimenti in nuove costruzioni: +3,1% nel 2019, +3,7% nel 2020 e +2,6% nel 2021. Secondo il Cresme, a trainare sono soprattutto le opere pubbliche. Tornano a crescere anche le nuove costruzioni residenziali (+3,8% nel 2019, +2,5% nel 2020) e non residenziali (+3% nel 2019, +2% nel 2020). Complessivamente le previsioni Cresme ipotizzano una crescita del 3% per quanto riguarda gli investimenti totali (nuove costruzioni e rinnovo) nel 2019 e, successivamente, del 2,4% nel 2020 e del 2% nel 2021.

Tra gli altri dati forniti, in Italia il 70% dell'occupazione è nei servizi, la crescita dell'occupazione c'è stata grazie ai servizi, ma nel contesto internazionale sono i servizi che cominciano a entrare in crisi. Tra il 2008 e il 2018 il Pil è -4,3%, quello pro capite è -7. Nell'Unione Europea è +10,8, in Germania +14,5, in Francia +9,9, in Spagna +5,5. Previsione per il 2020: +0,6, non si riesce a crescere.

Dal 2014 l’Italia ha cominciato a perdere popolazione e, tra il 2015 e il 2018, ha perso 436 mila persone. Nel 1964 c’erano 1,061 mln nati e 518 mila morti, nel 2008 585 mila morti e 585 mila nati. Nel 2018, 633 mila morti e 439 mila nati. Nel 2028, 737 mila morti e 389 mila nati. L'Italia nel 2038 perderà quasi il 6% della popolazione: il Mezzogiorno il 12%, il Centro-Nord il 2%. Oggi Milano cresce di 12 mila abitanti l'anno, Torino ne perde 6 mila, Genova 4 mila. Tutto l'asse che dalla Liguria sale verso nord ha problemi di debolezza, tanto che si parla di un “mezzogiorno del Nord”. Il Trentino-Alto Adige è l'area demograficamente ed economicamente più dinamica d'Italia. La disoccupazione giovanile a Bolzano è l'8,8%, a Palermo il 71,7%. A Milano si comprano e vendono 60 mila abitazioni, a Roma 47 mila. Infine, la spesa di chi investe per quanto riguarda l’ITS sono 3 miliardi di euro a Roma e 2,4 a Milano.

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