09 Aprile 2018  14:50

Salone del Bagno: parla il retail (4a parte)

Antonio Allocati
Salone del Bagno: parla il retail (4a parte)

Antonio Miele di Miele Mas (Corigliano Calabro - Cs), Alberto Rota di Pressiani (Curno - Bg), Catia Quartarella di Centro Edile Quartarella (Altamura- Ba) e Claudio Gatti di Gruppo Bea (Milano)

Ancora una serie di opinioni di retailer sul Salone. In che modo l’evento può essere ancora più vicino alle esigenze del trade?

Antonio Miele, presidente Cda Miele Mas (Corigliano Calabro - Cs)

 

Noi “veterani” del Salone constatiamo che non è prettamente pensato per i retailer, quanto piuttosto per l'utente finale. Per chi poi opera nel Sud, in un mercato sempre più attento ai costi, rileviamo che l'esborso da sostenere comincia a diventare sempre più elevato. Così facendo, Il Salone rischia di duplicare l’errore dell'Ente Fiere Bologna, che, man mano ha visto venir meno più di un Evento Fieristico. Certamente, con costi minori, prevedendo delle convenzioni con gli operatori turistici, garantendo orari più dilatati, diverrebbe più attrattiva così da coinvolgere un maggior numero di retailer. Aggiungo: ci piacerebbe che gli espositori sfruttassero maggiormente l’evento non solo per presentare novità, ma per trasferire il valore aggiunto che è essenziale nella trattativa col privato.

 

Alberto Rota, responsabile showroom Pressiani (Curno - Bg)

 

Mi ritengo abbastanza soddisfatto dell’organizzazione del Salone del Mobile e, in generale, della settimana del Design a Milano. Mi piace molto, e vi partecipo volentieri perché trovo sia utile al nostro business. Mi piacerebbe però che costasse meno l’ingresso e che chiudesse più tardi, così da permettere a chi arriva da fuori Milano come noi, di non rinunciare a troppe ore di lavoro. La partecipazione degli operatori della distribuzione aumenterebbe di certo. Del resto, non tutti hanno alle spalle un’azienda strutturata come la nostra che investe sul personale e sulla sua formazione

 

Catia Quartarella, Visual Merchandiser di Centro Edile Quartarella (Altamura- Ba)

 

Il Salone di Milano, contenitore di nuove idee e materiali, può diventare un evento ancora più vicino al trade partendo dalla conoscenza delle esigenze del consumatore finale. Esigenze che noi rivenditori ben conosciamo. La mia proposta quindi è quella di far interagire maggiormente le aziende produttrici con noi rivenditori sfruttando proprio il momento della fiera, con incontri o altre iniziative. I nostri partner troverebbero in questo modo uno strumento in più per captare ed elaborare la mole di informazioni che noi rivenditori ricaviamo quotidianamente dal consumatore finale.

 

Claudio Gatti, direttore generale di Gruppo Bea (Milano)

 

É diventato un’alternativa molto più interessante alla Mostra convegno: in ambito novità è un valido affiancamento al Cersaie. Questo costituisce, per showroom come i nostri un caposaldo nella ricerca delle tendenze che esprimeranno il massimo della creatività anche grazie alle contaminazioni prodotte dagli abbinamenti. È dunque basilare puntare alla ricerca e all'inserimento di altre categorie produttive che vivono l’ambiente arredobagno e/o cucina. Per i rivenditori il nodo critico è la gestione di costo. I due fattori rilevanti divengono: partecipazione alle manifestazioni esterne (Fuori Salone) e costo di ingresso esorbitante se si pensa che il biglietto è una spesa messa in budget per soddisfare i clienti progettisti. Se si abbassasse il prezzo di ingresso per i produttori gli stessi investirebbero molto più nelle aree fieristiche. Se si abbattesse il costo per rivenditori e addetti ai lavori ci sarebbe più presenza di progettisti, architetti e amanti del settore.

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EDITORIALISTI

  • 29 Agosto 2018
    influencer, chi?
    Tutti i negozi di arredobagno vivono la stessa problematica: i consumatori non sono portati a cambiare per avere qualcosa...
Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno

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