16 Aprile 2010  17:10

Incentivi, si parte nel caos

TBlc
Incentivi, si parte nel caos

Primi giorni con lunghe attese al telefono e incertezze sulla documentazione da presentare. E i consumatori dovranno tornare per finalizzare l’acquisto

Partenza difficoltosa per gli incentivi: i consumatori rispondono bene, ma la macchina burocratica per l’attribuzione, come si temeva, non funziona, almeno per ora, come dovrebbe. “Grande disagio nel contattare il numero verde”, afferma Diego Cerioni di Cerioni Euronics. “Il tempo di attesa prima di poter parlare con uno degli operatori per l’inoltro della pratica è stato per i nostri affiliati piuttosto lungo”, raccontano da ElctronicPartner, “e qualcuno non è proprio riuscito ad effettuare chiamate a buon fine”. “Il primo cliente è arrivato alle 10, ma siamo riusciti a prendere la linea solo alle 14.30. L’operatrice mi ha detto che aveva 10.000 telefonate in coda”, racconta Marco Cucchi, vice direttore del pv Galimberti Euronics di Milano C.so Buenos Aires, che prevede per sabato pomeriggio una “situazione insostenibile”. “Abbiamo preso la linea tre volte durante la giornata di giovedì, chiamando continuamente su due diverse linee”, racconta l’addetta vendite di Marcopolo Expert di Milano via Canonica. Stesso ritornello anche da Eliana Dimaio, dipendente di Somma Expert: “Dalle 8.45 di questa mattina alle 11 non siamo riusciti a contattare il call center”, mentre Gianrio Falivene, ad di Andreoli Euronics, spiega “di aver reclutato una persona in più appositamente per seguire le pratiche legate agli incentivi”. Più fortunati da Darty di Milano San Babila, dove per parlare con il call center ci sono voluti “solo” 45 minuti. Il negozio è anche riuscito a finalizzare la vendita di 25 pezzi, per la maggior parte lavastoviglie, nella giornata di ieri, ma solo grazie alla decisione della catena di praticare lo sconto immediato del 20%, facendosi carico in seguito dell’iter burocratico. Un rischio che, a quanto risulta finora, nessun altro retailer si è assunto, per il timore di veder esaurire gli incentivi e sfumare il rimborso. Intanto i consumatori affluiscono, e si ripiega allora sulla prenotazione. Anche perché permangono incertezze sulla documentazione da presentare, e il timore è, ancora una volta, quello di vedersi negare il rimborso. Significativo il caso di Somma: “Non siamo ancora riusciti a capire se per attestare la corretta dismissione dell’apparecchio sostituito occorra il certificato di smaltimento o basti l’autocertificazione”, racconta sempre Eliana Dimaio; “abbiamo chiesto due volte al call center, che ci ha dato risposte contrastanti. Nella zona dove lavoriamo non c’è una piattaforma ecologica, e finora solo un acquirente ci ha fornito il certificato; siamo in attesa di prendere la linea per finalizzare la vendita… Vista la situazione non accettiamo neppure le prenotazioni; ora come ora è più semplice rinunciare all’incentivo e venire incontro al cliente con un po’ di sconto”. Non mancano commenti - in parte - soddisfacenti: “I risultati di vendita sono stati eclatanti”, dichiara ancora Cerioni, “ma il personale di vendita è davvero in difficoltà: penso che domani raccoglieremo gli ordini e li inseriremo in un secondo momento, col rischio che, alla fine, molti consumatori rimangano delusi”.

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