13 Giugno 2015  08:08

Franceschini, ci vuole un mercato unico digitale

Stefano Radice

La lettera del ministro dei Beni Culturali ai suoi colleghi francesi e tedeschi, Fleur Pellerin e Monika Grutters

Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini ha inviato ieri una lettera ai ministri della cultura francese e tedesco, Fleur Pellerin e Monika Grutters, per avviare una strategia comune capace di permettere all'Europa di acquisire la dovuta posizione sui mercati internazionali anche attraverso la creazione e il sostegno a piattaforme digitali europee in grado di contrastare il monopolio di fatto di quelle americane. Di seguito i passaggi salienti della lettera.“Il mercato digitale europeo – si legge nella lettera – è oggi ancora molto frammentato per Paesi, lingue, sistemi fiscali e normative […]. Sebbene la diversità culturale e la molteplicità linguistiche costituiscono un arricchimento per l’Europa, d’altra parte questa frammentazione indebolisce le piattaforme europee che si confrontano nei mercati dove operano le grandi piattaforme statunitensi. […] Alcuni dei grandi players stanno già rivolgendo il loro sguardo all’Europa ed il rischio evidente è che riescano a imporsi in forza della loro collaudata formula e della capacità di offrirsi anche con programmi in lingua locale. […] A questo riguardo, penso che l’Europa abbia una responsabilità essenziale in questa fase storica e cioè quella di realizzare nei tempi più rapidi possibili il Mercato Unico Digitale. […] Occorrerà sostenere anche finanziariamente le piattaforme europee per compensare i costi aggiuntivi che queste affrontano per essere presenti sul proprio mercato domestico, rispetto ai costi delle piattaforme statunitensi, che mediamente sono del 60% più elevati. […] Occorre una strategia che faciliti l’istituzione di un consorzio di imprese del digitale da cui partire per realizzare programmi e video dai contenuti che premino la diversità della nostra cultura e la sua straordinaria ricchezza. […] Va bene creare regole a difesa dell’integrità dell’eccezione culturale, ma occorre anche fornire adeguati strumenti alle nostre aziende affinchè operino sul mercato almeno ad armi pari coi grandi players statunitensi”.

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