11 Settembre 2017  15:33

Occhipinti, libertà per Doueiri

Stefano Radice
Occhipinti, libertà per Doueiri

Il regista libanese Ziad Doueiri

Il regista de L'insulto, arrestato in Libano al ritorno da Venezia

Il suo ultimo film, L’Insulto, premiato al festival di Venezia con Coppa Volpi all'attore palestinese Kamel Al Basha, è stato scelto per rappresentare il Libano agli Oscar. Tutto questo non ha impedito, però, che il regista libanese Ziad Doueiri venisse arrestato ieri all’aeroporto di Beirut, al suo rientro in Libano per l’uscita del film in sala. Accusato di aver “cospirato con il nemico” per aver girato il suo film precedente in Israele. I suoi passaporti libanese e francese sono stati confiscati e dovrà comparire davanti al tribunale militare. L’insulto racconta la complessità di quel Paese attraverso un banale incidente tra un cristiano e un palestinese, che da disputa privata diventa in breve tempo un caso nazionale in cui entrano in gioco rancori mai sopiti delle due comunità. Andrea Occhipinti, Ceo di Lucky Red che distribuirà il film, ha dichiarato: «Perché un regista che contribuisce a superare le divisioni ataviche di quel torturato Paese viene processato da un tribunale militare? Perché il Libano da una parte lo candida per l'Oscar e dall'altra lo arresta? Perché tutto questo avviene oggi? Chiediamo che sia data tutta la risonanza possibile attraverso i media affinché Ziad Doueiri venga liberato al più presto».

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Commenti

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EDITORIALISTI

  • 28 Agosto 2017
    Cinema in estate. Arriva la svolta?
    Scusate se torniamo ancora a scrivere di estate e destagionalizzazione. Su questo giornale ce ne siamo occupati spesso nel corso degli anni.
Stefano Radice

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