23 Febbraio 2016  09:44

È nata l’Open Connectivity Foundation

Elena Reguzzoni
È nata l’Open Connectivity Foundation

L’obiettivo è che “che miliardi di dispositivi connessi dovranno comunicare a prescindere dal produttore, dal sistema operativo e dai chipset”

Uno dei freni alla reale trasformazione delle case in case intelligenti non è tanto la disponibilità di prodotti e servizi smart e in grado di connettersi con coloro che vivono la casa e altri device, ma la condivisione fra tutta questa moltitudine di prodotti di una piattaforma e di un linguaggio che permetta loro di comunicare. Ebbene un passo in questa direzione sembra essere stato fatto con la nascita Open Connectivity Foundation che nasce proprio con la finalità di definire e condividere protocolli e standard comuni e open nel mondo dell’Internet delle Cose in modo che con un unico device di controllo (per esempio il proprio smartphone) si possa controllare il contenuto del proprio frigorifero, far partire l’impianto di irrigazione, controllare se i figli sono tornati a casa, farsi guidare nella preparazione di una cena dell’ultimo minuto. “La visione della nostra fondazione per l’IoT è che miliardi di dispositivi connessi dovranno comunicare a prescindere dal produttore, dal sistema operativo e dai chipset”, ha scritto l’OCF nel suo manifesto. Alla fondazione aderiscono nomi di calibro e di mercati ‘diversi’: da Microsoft a Electrolux, da Cisco a Samsung, da Intel a Qualcomm, per cominciare, ma purtroppo nomi del calibro di Google e Apple latitano preferendo lo sviluppo di piattaforme proprie, speriamo solo per il momento.

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