11 Luglio 2017  10:52

Gli italiani connessi hanno un livello di benessere più alto

Elena Reguzzoni
Gli italiani connessi hanno un livello di benessere più alto

Lo dice una ricerca di Assurant, ma non è tutto perfetto, ci sono anche aree di insoddisfazione e d’ansia

Assurant Inc., gruppo assicurativo americano specializzato in servizi di protezione al consumo, ha presentato la ricerca condotta sul tema del futuro connesso dal titolo: “The Connected Future: Navigating Promise and Risk” tramite 5.500 colloqui effettuati in Francia, Germania, Italia, Spagna, UK, con lo scopo di valutare le percezioni dei consumatori rispetto al rapporto e all’utilizzo del proprio device. Ebbene i risultati relativi al nostro Paese dicono che il 58% dei consumatori possiede una media di cinque prodotti connessi, il 49% di questi viene usato quotidianamente. “Gli italiani connessi sono generalmente più soddisfatti della vita, riportando un livello di benessere maggiore dell'11%. Non tutto è però perfetto: il 17% degli italiani (rispetto a una media europea del 20%) ha dichiarato di essersi trovato con prodotti che non funzionavano come ci si aspettava; il 10% ha riscontrato problemi durante l’installazione e il 24% ha speso troppo per la riparazione” evidenzia la nota di Assurant: “La ricerca denota anche un certo grado di ansia, da parte degli intervistati di tutta Europa, verso il mondo online. Le maggiori preoccupazioni riguardano il furto d'identità (55%), l'uso improprio dei dati personali raccolti (52%), l’hackeraggio della posta elettronica o dei profili social (50%) e il ricatto digitale e lo spionaggio (43%)”. Lo studio sottolinea come i consumatori connessi hanno il 50% in più probabilità di far fronte ai rischi legati alla tecnologia. “Il futuro connesso è già presente. Assistiamo alla nascita quotidiana di prodotti connessi i cui utilizzi potranno cambiare la nostra vita” ha affermato Marco Prada managing director di Assurant Southern Europe: “Sempre più consumatori utilizzano lo smartphone per gestire in remoto la propria vita digitale. Dobbiamo tener presente quanto sia enorme la quantità di dati personali e sensibili che memorizziamo e che porta a ipotetiche minacce quali l'hacking e il furto dati. È chiaro che le esigenze dei consumatori in termini di servizi e anche di protezioni devono evolvere rapidamente per rispondere a un mondo sempre più connesso e avanzato".

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Elena Reguzzoni TCE

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