09 Luglio 2018  11:53

Raee, tasso di ritorno ancora molto distante dagli obiettivi europei

Roberta Broch
Raee, tasso di ritorno ancora molto distante dagli obiettivi europei

Dai dati forniti dagli Impianti di trattamento, rimane l’incognita di flussi consistenti di rifiuti che sfuggono al sistema di gestione regolato dalla legge

Sono stati resi noti i dati di raccolta Raee nel 2017 da parte degli Impianti di trattamento italiani iscritti all’elenco gestito dal Centro di coordinamento. Durante l’anno scorso hanno gestito 385.544 tonnellate di Raee, di cui 296.274 tonnellate trasportate dai Sistemi collettivi associati al Centro di coordinamento. È quanto emerge dai dati acquisiti annualmente dal Centro di Coordinamento, come previsto dall’art. 33 del Decreto Legislativo 49/2014.

 

Nel complesso, si registra un incremento del 6,8% rispetto all’anno precedente. Sul totale, si nota una predominanza delle tipologie di rifiuti appartenenti al Raggruppamento 2 - Grandi Bianchi, in crescita del 3,6% rispetto al 2016 e al Raggruppamento 1 - Freddo e Clima in crescita del 10,6%. I Raee di origine professionale, pari a 84.837 tonnellate, hanno riguardato apparecchiature dismesse appartenenti a tutte le categorie merceologiche individuate dalla direttiva europea.

 

I dati raccolti permettono di monitorare la situazione del Paese alla luce degli obiettivi di raccolta stabiliti dalla Direttiva Europea 2012/19/UE. L’Italia nel 2017 ha raggiunto un tasso di ritorno complessivo del 41,19%, un risultato che dovrà essere incrementato per raggiungere il target europeo pari al 65% della media dell’immesso del triennio precedente entro il 2019.

 

I dati provenienti dagli Impianti di trattamento consentono, se confrontati con quelli forniti dai Sistemi collettivi, di fare delle considerazioni sulla presenza di flussi di Raee che giungono direttamente agli impianti senza avvalersi del sistema organizzato dal Centro di coordinamento: i valori sono bassi. I Raee che mancano all’appello ufficialmente non esistono; è quindi chiaro che alcuni quantitativi di rifiuti elettrici ed elettronici immessi sul mercato non vengono correttamente identificati e sfuggono al sistema di gestione regolato dalla legge, andando ad alimentare il traffico illegale dei rifiuti, fonte di inquinamento ambientale e di distorsione economica. Questo causa di fatto l’impossibilità per l’Italia di raggiungere i target imposti dalla Comunità Europea.

 

Fabrizio Longoni, Direttore generale del Centro di coordinamento Raee, ha commentato: ”I dati forniti dagli Impianti mostrano un quadro soddisfacente delle attività messe in campo da tutti gli operatori coinvolti nella gestione e nel trattamento dei rifiuti elettrici ed elettronici, che nel corso del 2017 hanno concluso l’iter di accreditamento secondo le regole del nuovo Accordo sul Trattamento dei Raee. Nel complesso i risultati raggiunti sono positivi, ma i quantitativi originati dai Raee dovranno essere incrementati in modo significativo per raggiungere il target europeo di ritorno del 65% rispetto alle Aee immesse sul mercato, fissato nel 2019”.

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