14 Dicembre 2016  12:51

Adi Index 2016, la prima volta del Giocattolo

di Marilena del Fatti
Adi Index 2016, la prima volta del Giocattolo

Il commento di Paolo Taverna, direttore generale di Assogiocattoli e Luca Fois, direttore del corso in Design del Giocattolo del Polidesign di Milano

Per la prima volta nell’Adi index 2016, il volume con il quale Adi, Associazione per il Disegno Industriale, propone una selezione di prodotti e i servizi progettati nella tradizione del disegno industriale italiano, figurano anche tre giocattoli: Mini Wood Racer di Milaniwood, Migoga di Quercetti e To Do Cardboard Toys di King Union. Questo risultato è stato reso possibile anche dall’impegno con cui Assogiocattoli e PoliDesign hanno promosso il tema del valore del design nel Giocattolo. Ne abbiamo parlato con Paolo Taverna, direttore generale di Assogiocattoli e Luca Fois, direttore del corso in Design del Giocattolo del Polidesign di Milano.

Siamo di fronte a un salto di qualità?

Paolo Taverna - (PT) Si tratta indubbiamente di un avvenimento importante e “coltivato” da tempo. Il primo obiettivo della collaborazione tra Assogiocattoli e Polidesign era quello di dare "valore" alla parola design anche nei settori da noi seguiti. Nella nostra accezione, va intesa non tanto come pure estetica ma piuttosto come progettazione, innovazione, attenzione all’uso e all’utente che, nel nostro caso, è il bambino. La presenza sull’Index è dimostrazione di una "nuova" attenzione del mondo del design al settore Toy and kids. I giocattoli e i prodotti di puericultura hanno un'altissima componente progettuale e, quindi, di design: le aziende con una visione strategica e interessate a crescere e a internazionalizzarsi non possono non rivolgersi al design come leva di questi processi.

Significa che si comincia a riconoscere che anche il comparto del Giocattolo, al pari di altri, è una componente del Design Made In Italy?

(PT) Certamente. Anni fa siamo partiti dalla constatazione che tra le tante tipologie di design promosse e riconosciute a livello internazionale il Toys Design non figurava. Una lacuna incredibile, specie se si pensa all'importanza del bambino e della sua crescita equilibrata, che abbiamo voluto enfatizzare con il claim “gioco, cibo per la mente”.

Oggi anche nel Toys esiste la consapevolezza che, analogamente a quanto avviene nei settori ben più affermati dell’arredo, del food e della moda, “pensato in Italia” – anche se realizzato altrove – rappresenta un valore etico, culturale e commerciale. Per me il miglior segnale sono i molti giovani formati dal Corso Kids and Toys Design del Polidesign che abbiamo sostenuto fin dall'inizio.

Quali sono stati gli aspetti più qualificanti della partnership tra Assogiocattolo e Polidesign?

Luca Fois (LF) – Si tratta di una collaborazione è a 360°: dal Corso agli eventi in Politecnico, al continuo confronto sui contenuti, dalle segnalazioni di opportunità per i giovani alle consulenze strategiche. Eventi come Design in Toys del 2015 o Lets’ go Kids organizzato quest’anno sempre durante la settimana del design, in pieno “Fuorisalone”, hanno rappresentato il punto alto di comunicazione di un’ampia serie di attività volte a far conoscere i settori rappresentati da Assogiocattoli a un mondo professionale poco approcciato in precedenza.

É importante sottolineare l'approccio: il design affronta il giocattolo non solo come prodotto, ma come sistema-prodotto e, quindi, un sistema complesso di relazioni a partire dalle problematiche cognitive per finire a quelle etiche, da quelle tecnologiche, digitali e analogiche, per arrivare a quelle distributive, dalla sostenibilità alla sicurezza, dalla comunicazione al packaging, dalla tradizione all'innovazione, dalla psicologia alle attività fisiche. Il Corso di Alta formazione del Design del Giocattolo – oggi alla quinta edizione – è il miglior testimone di questo approccio di design contemporaneo e delle relazioni tra tutti questi aspetti.

Quali vantaggi potrebbero derivare al settore dal promuovere un “Giocattolo Made and Thought In Italy”?

(L.F.) I vantaggi sono indiscutibili e la storia dei brand italiani negli altri settori lo dimostra. Innanzitutto un discorso tanto semplice quanto trascurato è che è troppo importante produrre qualità, anzi eccellenza, nei prodotti per bambini. In secondo luogo, ogni investimento nel buon design, nella cultura e nel metodo di progetto porta ritorni economici strategici. Internazionalizzazione e branding sono i due pilastri dell'economia contemporanea nei quali le aziende che intendono competere con successo devono investire. Il valore aggiunto del design e di tutto ciò che questo significa, si trasforma in fatturato, margini e valore dei brand, come dimostrato in altri settori dove le nostre aziende eccellono. Il panorama competitivo è e sarà sempre più complesso, le aziende devono essere preparate ad utilizzare le leve innovative e di valore.

Anticipazioni sulle attività a cui PoliDesign e Assogiocattoli stanno lavorando

(PT) Il progetto prosegue su molte strade. Nel 2017 pubblicheremo il “Manifesto del Kids and Toys”, un progetto nato due anni fa a cura del Creative Industries Lab del Politecnico di Milano e pensato e realizzato dai professori Luca Fois e Francesco Schianchi. Per quanto riguarda la ricerca stiamo lavorando sul tema dei format distributivi innovativi del giocattolo e dei prodotti per bambini e nel contempo – operazione iniziata quest’anno con l’evento “let’s go kids” – stiamo estendendo gradualmente i concetti fin qui espressi anche ai prodotti di puericultura, in modo da includere tutti i comparti seguiti da Assogiocattoli.

Quest'anno abbiamo partecipato, sempre insieme a Polidesign alla Kids Design Week di Beijing, dove abbiamo preso parte a incontri, focus e talk sul Kids and Toys Design. Con gli organizzatori stiamo valutando iniziative future sia a Milano nella prossima Design Week di aprile sia a Beijing a ottobre 2017. Infine, ricordo il già citato corso di Alta Formazione, che continua in e-learning, con due slot d'ingresso all'anno

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