12 Luglio 2017  10:25

Perché la programmazione fa bene al giocattolo

Marilena Del Fatti
Perché la programmazione fa bene al giocattolo

Oltre a soddisfare una precisa istanza educativa di molti genitori, consente all’industria di essere innovativa anche negli ambiti più tradizionali

Il Gioco può essere propedeutico all’acquisizione di competenze che in prospettiva potrebbero essere utili anche in vista degli sbocchi professionali? E, in particolare, stante la centralità delle tecnologie digitali in tutti gli ambiti delle società attuali, il gioco può rivendicare un ruolo nell’acquisizione di un know how legato al mondo digitale? Risponde positivamente a entrambe le domande Maria Costa con l’articolo “Coding in several categories of toys for all ages” pubblicato sul sito della Spielwarenmesse, che si concentra in particolare sull’apprendimento delle tecniche di programmazione. La convinzione dell’autrice si basa sulla constatazione che sul mercato è già presente un’offerta abbastanza nutrita di giocattoli che hanno incluso nella dinamica di gioco la programmazione. Segno che, come emerge anche da diverse ricerche, l’industria del giocattolo ha saputo intercettare per tempo una precisa esigenza di quel target dei genitori convinto del ruolo educativo del giocattolo e alla ricerca di soluzioni propedeutiche all’acquisizione di conoscenze che ormai sono da considerare indispensabili nella vita quotidiana c in quella professionale. Non solo, l’industria del giocattolo sta dimostrando di considerare l’ingresso della programmazione nel giocattolo come una grande opportunità per innovare la propria proposta andando a proporre giochi di nova concezione ma soprattutto a garantire a quelli più tradizionali un maggiore appeal verso una platea di bambini sempre più ampia e differenziata per età, genere e interessi. Come dimostra la creatività con cui sta provando a reinventare giochi classici, come la bambola o le costruzioni. Nella maggior parte dei casi il gioco fisico viene abbinato a un’app o a un’altra soluzione che sfrutta la realtà aumentata per permettergli di interagire e decidere e controllare come deve svilupparsi il gioco o anche come deve muoversi o interagire il suo giocattolo. Nell’ambito delle costruzioni, invece, si vanno moltiplicando gli esempi in cui la programmazione apre la strada al mondo della robotica, mettendo il bambino in condizione di costruire, programmare e controllare a distanza un proprio robot.

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EDITORIALISTI

  • 04 Luglio 2017
    Non è più il tempo dell’attesa
     Anche quest’anno è arrivato il momento nel quale i retailer si giocano la possibilità di centrare gli obiettivi...
Silvia Balduzzi - Toy Store

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