20 Giugno 2019  09:47

CineEurope, la tecnologia rinforza la pirateria

Stefano Radice
CineEurope, la tecnologia rinforza la pirateria

Un momento del convegno presso il CCIB di Barcellona dove si tiene CineEurope

A Barcellona una forum session che ha visto la presenza di Stan McCoy, President and Managing Director Emea dell’Mpaa

Pirateria, a che punto siamo? È questo il titolo del forum che si è tenuto ieri a Barcellona, nell’ambito di CineEurope; una sessione che, tra gli altri, ha visto la presenza di Stan McCoy, President and Managing Director Emea dell’Mpaa.

 

Nel suo intervento introduttivo, la moderatrice Liz Bales, Ceo della British Association for Screen Entertainment (Base), ha sottolineato come sia un momento positivo per l’industria cinematografica che è molto dinamica anche grazie ad alcuni mercati che stanno crescendo. Aspetto positivo anche la grande evoluzione tecnologica che, però, porta con sé una accresciuta minaccia della pirateria. Riferendosi a una ricerca relativa alla Gran Bretagna, Liz Bales ha poi sottolineato come «in Uk la pirateria non sia considerata un reato particolarmente grave. Un adulto su tre ha dichiarato di aver piratato dei contenuti e così un genitore su due ammette di aver visto contenuti illegali».

Stan McCoy, nel suo intervento, ha spiegato che la pirateria «si contrasta con le tre E: enforcement della legge, educazione ed esperienza che devono offrire i cinema. La pirateria in quindici anni ha avuto una evoluzione velocissima; si è passati dal peer to peer, allo streaming e ora – grazie alla tecnologia – le IPTv conesse alla rete sono strumenti per visualizzare contenuti illegali, superando così le visioni private sul proprio Pc». McCoy ha poi fornito alcuni dati interessanti; negli Usa si è stimato che la disponibilità di film piratati prima dell’uscita al cinema, incida per il 19% del box office che il film avrebbe ottenuto se fosse stato piratato al momento dell’arrivo in sala. Inoltre, se la pirateria fosse eliminata nello spezio della finestra theatrical, gli incassi crescerebbero del 14-15%.

 

Infine, Simon Brown, direttore dell’inglese Film Content Agency (Fcpa), ha fatto presente che il 95% dei film piratati viene registrato illegalmente nei cinema. Al seminario, hanno portato le loro esperienze anche Lori Flekser, Executive Director Creative Content (Australia) e Olga Zinyakova, presidente Karo Cinema Chain.

Contenuti correlati : mccoy cineeurope mpaa pirateria

Commenti

Log in o crea un account utente per inviare un commento.

ACCADDE OGGI

  • 19 Luglio 2010
    Uno studio esamina il monopolio Siae
    Il monopolio non giova alla gestione del diritto d’autore. E l’Italia, Paese nel quale la gestione e l’intermediazione di queste attività è...

Ricevi la Newsletter!

Homevideo

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy