16 Maggio 2017  19:59

Pirateria, 1,2 milioni di visualizzazioni illegali al giorno

Stefano Radice
Pirateria, 1,2 milioni di visualizzazioni illegali al giorno

I cambiamenti nell’industria audiovisiva. Se ne è parlato al convegno “L’innovazione digitale: nemica o amica dell’audiovisivo?”

Si è parlato molto di pirateria, lotta all’illegalità, proprietà intellettuale, innovazione tecnologica, Netflix e sale cinematografiche al convegno di questa mattina intitolato “L’innovazione digitale: nemica o amica dell’audiovisivo?”, promosso da Fapav (federazione antipirateria), in collaborazione con l’associazione Civita (associazione che promuove il dialogo tra mondo della cultura e dell’economia) e che si è tenuto a Roma. Dopo il saluto introduttivo del presidente Anica, Francesco Rutelli, Federico Bagnoli Rossi, segretario generale Fapav, ha fornito alcune cifre sulla pirateria. In Italia si registrano 1,2 milioni di visualizzazioni illecite al giorno su vari supporti. La pirateria digitale vale 249 milioni di euro, quella fisica 116 milioni e quella indiretta 132 milioni. “La pirateria – ha sottolineato Bangoli Rossi - intacca in modo determinante il mondo dell’audiovisivo che vale 14 miliardi di euro e genera 180mila posti di lavoro; è il settore più importane dell’industria culturale. In Ue la proprietà intellettuale determina il 38% dell’economia e genera il 28% dei posti di lavoro. Tutelare la proprietà intellettuale significa tutelare il futuro dell’industria audiovisiva”. Il produttore Luigi De Laurentiis ha posto il problema dei nuovi modelli di business: “Come produttore devo dire che, grazie alla tecnologia, c’è una presenza di contenuti disponibili maggiore rispetto al passato. Piattaforme come Netflix stanno ridisegnando la distribuzione; sta producendo i nuovi film di Will Smith, Martin Scorsese, Brad Pitt che non usciranno al cinema. Io sono un romantico delle sale, ma il loro futuro quale sarà? Netflix porterà il pubblico lontano dai cinema? Oggi il cinema è importante, dà valore premium ai contenuti e alla catena economica dell’audiovisivo. Se si chiude il primo anello della filiera, quale sarà il nuovo modello di business?”. Daniel Frigo, presidente e amministratore delegato di The Walt Disney Company Italia ha evidenziato che “quella che stiamo vivendo, con tutte le trasformazioni in atto, è una fase dirompente per tutto l’audiovisivo, ma anche una grande opportunità. Dobbiamo riuscire a governare questa fase. Il grande problema è la pirateria contro la quale c’è bisogno di educazione, non solo dei ragazzi ma di tutti”. Fabio Guaglione, regista di Mine con Fabio Resinaro, invita anche gli autori a prendere posizione: “La maggior parte delle persone che vedono film pirata, o non sanno che è illegale o hanno una scarsa percezione del reale. Ci sono modi legali, economici, per guardare i film. Anche tra gli autori c’è paura di parlare dell’argomento; invece, bisognerebbe superare questo tabù”. Gli ha fatto eco De Laurentiis: “Gli autori hanno paura di essere antidemocratici. Non vogliono sembrare contro la libertà…” Nicola Maccanico, amministratore delegato di Vision Distribution, è intervenuto in chiusura in qualità di vicepresidente di Civita: “Con l’illegalità non dobbiamo essere timidi… C’è l’ignoranza dei ragazzi, la complicità dei creativi che fanno negazionismo dialettico della pirateria. Ma l’illegalità si combatte anche con le norme; il mondo politico, però, fa fatica a prendere misure che possono essere impopolari. Stiamo vivendo una fase di grandi cambiamenti ma noi operatori facciamo fatica a misurarci con questo concetto perché si rischia di compromettere equilibri consolidati. Le sale sono fondamentali per promuovere un film; se non lo si vede al cinema, non lo si fa poi sulle altre piattaforme. Ma rimane comunque un tema quello di una window di 105 giorni. Quante produzioni nascono in Italia senza pensare al pubblico che poi lo va a vedere al cinema? Forse andrebbero pensate per altri sfruttamenti. Anche le associazioni devono fare passi avanti verso il cambiamento; non è semplice, ma non possono essere il luogo della conservazione dei diritti acquisiti”.

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